Sommeliers Marche Magazine 46 - page 7

Si dovrebbero adottare altre espressioni, come
fanno molti paesi europei, tipo “agricoltura orga-
nica” oppure “agricoltura ecologica”. Così facendo
si metterebbero in evidenza gli obiettivi del biolo-
gico: conservare la sostanza organica del terreno
e conseguire un basso impatto ambientale, così
come stabiliti dall’IFOAM (International Federa-
tion of Organic Agriculture Movements).
L’Europa norma l’agricoltura biologica dal 1991
con il regolamento n. 2092, nel 1999 con il rego-
lamento nº 1804 sono stati stabiliti anche i criteri
sulle produzioni animali.
Nel 2007 il regolamento n. 834 introduce nuove
norme riguardanti la produzione ed etichettatura
dei prodotti bio. A giugno di quest’anno (2018) la
Comunità Europea ha approvato il regolamento
n. 848. L’articolo 6 pone finalmente l’attenzione
sulla fertilità del terreno (nutrire il suolo per nutri-
re la pianta) e regolamenta la restrizione sull’utiliz-
zo del rame considerato un inquinante.
Agli inizi degli anni ‘90 si era molto scettici sul bio-
logico. Questo perché non si percepiva bene la sua
filosofia di conduzione bio sia negli allevamenti sia
nelle coltivazioni.
Non si riusciva a comprendere come il contadino
potesse portare al mercato, la frutta “ammaccata”,
la lattuga con la lumachina, i pomodori con i pi-
docchi o il vino un po’ ossidato.
L’immagine che circolava nei mercati era frutta
luccicante e ortaggi “grassocci”, il resto? Una pic-
cola macchia nera sulla mela o un po’ di perono-
spora sul pomodoro e venivano scartati.
C’è voluto del tempo per far comprendere ai con-
sumatori ciò che è stato evidenziato nell’articolo: il
bio non garantisce qualità organolettica e salubrità
del prodotto, ma solamente la difesa dell’ambiente
e con esso tutto quello che comporta.
Per sensibilizzare i consumatori e aiutarli a scopri-
re il biologico e le biodiversità sostenibili, l’AIAB
(Associazione Italiana Agricoltori Biologici) Mar-
che, dal 2012, organizza il “Biofestival” in diverse
cittadine della riviera marchigiana. Una tre giorni
ricca di convegni, attività, eventi, degustazioni.
Dal 2015, il concorso “Bio Wine Marche” in col-
laborazione con la Delegazione AIS di Fermo, ca-
pitanata dal Delegato Barbara Paglialunga, il sup-
porto del Presidente Isidori e la collaborazione dei
Degustatori fermani.
Quest’anno il concorso, che si è svolto a Marina di
Altidona, vedeva in batteria più di quaranta eti-
chette bio arrivate da tutte le Marche.
Tutti i sommelier intervenuti, oltre a procedere con
le degustazioni per individuare i vincitori delle va-
rie categorie, hanno riscontrato un notevole mi-
glioramento della qualità organolettica, segno che
i produttori sono riusciti a mettere a punto le giuste
strategie per ottenere qualità.
Negli ultimi anni il mercato del biologico ha regi-
strato una costante crescita nazionale (raddoppiato
in cinque anni) e mondiale (quintuplicato) uscen-
do dal cosiddetto “mercato di nicchia” centrando il
3% dei consumi totali. Si può quindi dire che esso
sia diventato uno dei principali
trend
degli ultimi
anni e forse una delle più valide alternative per
combattere l’inquinamento delle falde acquifere.
Salute.
L’edizione 2018 del concorso
“Bio Wine Marche” che si è
tenuto a Marina di Altidona
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