Ho già trattato il tema in un altro numero del ma-
gazine ma non ho approfondito l’argomento sotto
certi aspetti e quindi lo ripropongo. Da Fano a San
Benedetto del Tronto il Mare Adriatico regala alle
Marche i migliori Brodetti d’Italia e… non chia-
matele Zuppe di pesce perché suonerebbe come
un’offesa per gli Accademici locali e i puristi.
Sapete come recita il detto napoletano “ogne scar-
rafone è bell’ a mamma soja” ed è proprio vero,
ogni uno pensa sempre che ciò che gli appartiene
sia sempre il meglio del meglio. Da marchigiano
mi vien da aggiungere che siano eccellenti ma...
se poniamo lo stesso quesito a un livornese o a un
genovese e pur anche a un marsigliese cosa crede-
te possano rispondere? E allora mi ravvedo e dico
semplicemente che tutto ciò che è buono... è buono.
Nelle Marche sono stati codificati 4 Brodetti su 8
prodotti lungo tutta la costa dal confine romagnolo
a quello abruzzese e sono quelli di Fano, Ancona,
Porto Recanati e San Benedetto ma c’è da aggiun-
gere l’ultima DeCo (Denominazione Comunale) di
quello alla Sangiorgese.
Il più datato sembra essere quello all’anconitana,
ma dicevo sembra, perché se scaviamo nella sto-
ria si narra che addirittura i Fenici producessero
zuppe di pesce o similari durante le lunghe navi-
gazioni; del resto cosa volete potesse mangiare chi
viveva in mare? E ovviamente a bordo pensate po-
tessero fare grigliate e fritture? Si metteva tutto in
un pentolone di coccio con acqua di mare, aglio e
cipolle (già consumate dall’uomo nell’età del bron-
zo e cibo quotidiano degli operai costruttori di
Ma... quali sono le differenze?
Gualberto Compagnucci
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