Sommeliers Marche Magazine 46 - page 10

Prima di giungere a Mendoza scendendo da nord,
subito dopo Salta, troviamo la Rioja, che richiama
l’omonima zona vinicola spagnola, e San Juan. La
Rioja è un’interessante riserva archeologico-pale-
ontologica dei popoli antichi andini e spettacolare
sotto l’aspetto paesaggistico.
Le regioni di Villa Union e de La Costa ai piedi
de la Sierra de Velasco e ancora la più consolidata
provincia vinicola di Chilecito ricca di rovine Inca
offrono cantine di certo rilievo come la Coopera-
tiva La Riojana, la Chanarmuyo Estate e la Valle
de la Puerta, Casa Inda, Lomas Blanca e Parrales
de la Costa. Nei suoi 7.000 ettari vitati è ancora il
torrontés a far da padrone e a seguire con una cer-
ta importanza troviamo i vitigni bonarda e syrah.
La successiva regione di Cuyo comprende San
Juan e Mendoza. Con un clima semidesertico e
temperature diurne da sballo San Juan è un salto
nel passato. È famosa per il suo parco Ishiguala-
sto, terra di laghi e fossili di dinosauri e ancor
più nota con il nome di Valle della Luna.
La Ruta del Vino di San Juan è la zona più ricca
di coltivazioni dopo Mendoza e il syrah ne do-
mina la scena regalando vini di ottima qua-
lità. Giù in fondo, nei territori australi pata-
gonici, dirimpettai di quelli cileni di Valle
Itata e Bio Bio gli ultimi lembi della viticul-
tura argentina: Neuquén e Rio Negro.
A ridosso dei grandi ghiacciai della cordi-
gliera si configura un’estensione di vigneti
assolutamente unica che si snodano lungo
il corso dei fiumi Neuquèn e Limay; siamo
veramente alla fine del mondo, del mondo
enologico, oltre il quale la vite non ha più
modo di esistere. Questi sono i territori viticoli ar-
gentini più bassi dove i vigneti non superano i 400
metri dal livello del mare. Il clima è continentale,
secco e con diverse variabili termiche e maggior
influenza del sistema meteorico Atlantico.
Il Rio Negro con il suo capoluogo di San Carlos
de Bariloce è l’unico territorio vitivinicolo che
si allunga dalla catena andina all’Atlantico e la
sua provincia confina a nord con quella di Bue-
nos Aires. Qui siamo nel regno dei migliori vini
bianchi che vanno dagli Chardonnay ai Semillon,
Sauvignon blanc, Viogner e Riesling. Non man-
cano però le eccellenze rosse come i Pinot noire,
i Malbec, i Cabernet sauvignon e i Merlot. Ottimi
gli spumanti prodotti con il metodo classico a base
di chardonnay e pinot nero, in particolare quelli
di Neuquèn viste le alte concentrazioni di acidità.
Nel Neuquèn eccellono anche i rossi da uve mer-
lot, malbec, cabernet sauvignon e ancora pinot
noire. Ancora molti i produttori italiani di questo
territorio e cito solo quelli di Carletto Franceschi-
ni e la famiglia Grittini, ma ce ne sono a decine e
tutti in prima fila.
In definitiva l’Argentina è un gran bel Paese a livel-
lo enologico e i suoi vigneti sono parte importan-
te del patrimonio non solo economico ma anche
turistico. I visitatori estimatori enologici che vi si
inoltrano tornano a casa con un bel bagaglio di
esperienze, ma ricordo ancora che la sovranità fra
tutti i vini argentini appartiene al Malbec che non
teme confronti con i più grandi rossi del mondo.
Bodega Norton
Bodega Salentein
Uva Malbec
Bodega Catena Zapata
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