Sommeliers Marche Magazine 46 - page 12

Aulente fragranza esotica, magica e misteriosa, sen-
suale e romantica, l’aroma penetrante e soave della
vaniglia richiama alla memoria i ricordi più dolci
dell’umana esistenza, dalla puerizia all’adolescenza
dando adito al lezioso giardino del primo amore,
ove le foglie carnose dell’orchidea aromatica con-
servano la rugiada immortale del bacio più miela-
to e sospirato che si perpetua nelle rimembranze,
come la leggenda che vide nascere dalla terra intrisa
del sangue della principessa e del suo amato, uccisi
con selvaggia crudeltà, una meravigliosa architettu-
ra vegetale dai fiori evanescenti e frutti ammalian-
ti. Nelle afose valli e umide foreste tropicali della
Mesoamerica, ove nacquero le prime grandi civiltà
amerinde, i discendenti del popolo Totonac raccon-
tano ancora la mala ventura d’amore che secondo le
loro convinzioni diede vita all’endemica orchidea di
Vanilla planifolia, con la quale le donne appartenen-
ti alle caste nobiliari profumarono l’unguento a base
di olio di semi di mamey, un’albicocca caraibica, per
nutrire i loro capelli decorati con piume di quetzal.
Tzacopontziza, “Stella dell’alba”, fu il nome della
principessa per la singolare venustà dei lineamenti
che, suo padre, il re Teniztle III, volle consacrare al
culto della dea celeste Tonacayohua in segno di de-
vozione, cercandone i favori per assicurare il buon
esito della semina, l’abbondanza del pane e del cibo
scongiurando così la fame del proprio popolo a cau-
sa delle disastrose carestie. Sebbene il tempio della
dea fu nascosto fra le cime più alte della Sierra Pa-
panteca, l’accecante bellezza dell’ancella ai suoi ser-
vizi fece colpo sul giovane principe di nome Xcatan-
oxga, scattante come un cervo nel rapirla dall’ingrato
destino di castità eterna imposto dal padre.
fusione di culture amerinde
e tradizioni ispaniche
Eva Kottrova
Sommelier
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