Patagonia, Pampas, Gauchos, Tango sono le cose
che vengono subito in mente quando si parla di
Argentina ma chi come noi ama il Vino pensa
anche ai quasi tremila chilometri di vigneti che si
snodano lungo la cordigliera andina e con le sue
197 varietà di cultivar.
I territori vanno da Jujuy (pronuncia cucuy con la
C quasi muta) la parte più settentrionale circon-
data dalla grandi foreste del parco nazionale Ca-
lilegua confinante con il deserto boliviano e scen-
dono fino al Rio Negro ai bordi della Patagonia.
I vigneti vanno poi nei territori centro meridiona-
li dalle Ande fino alle porte delle Pampas. Da San
Salvador de Jujuy scendendo verso sud si arriva ai
distretti vinicoli di Salta, seguita da Catamarca,
Rioja e San Juan. Da qui in poi si entra in quello
che è considerato il santuario o l’Olimpo della vi-
tivinicoltura argentina: la provincia di Mendoza,
sul fronte dell’imponente Aconcagua. Per aggiun-
gere una nota, sottolineo il fatto che in Argenti-
na viene particolarmente monitorato qualsiasi
prodotto agricolo proveniente dall’Europa onde
evitare pericolose contaminazioni soprattutto a
riguardo della peste fillosserica.
Sono stato per un certo periodo di tempo de-
gli anni ‘90 consulente per il mercato italiano
dell’Ambasciata argentina in riferimento alla loro
produzione enologica e ho avuto diverse oppor-
tunità di degustare i loro migliori vini, non che
averne avuto dirette esperienze in loco. Quando
si arriva a Mendoza spicca il nome di Malbec: il
loro più grande e rappresentativo vino, considera-
to non solo un vanto ma una istituzione nazionale
al pari di ciò che per noi sono Barolo e Brunello.
grandi vini mondiali
Gualberto Compagnucci
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