Sommeliers Marche Magazine 49 - page 7

I vitigni neri di rilievo oltre al tannat sono il fru-
tillas, cabernet sauvignon, cabernet franc, sirah,
merlot, petit verdot, pinot nero, moscato nero di
amburgo e a questi si aggiungono gli italici barbera,
bonarda, nebbiolo, marzemino e fortana.
Le uve bianche di spicco sono l’albarino, chardon-
nay, sauvignon, vidal, ugni blanc (trebbiano) e mo-
scato di alessandria.
I territori di produzione più vocati sono quelli di
Canelones, il più quotato e poco sopra Montevideo
e nelle vicinanze troviamo San Josè, Artigas, poi
Rivera nei territori più caldi del nord est e Colonia
in prossimità del Rio della Plata. Tra le circa 350
cantine uruguagie le più interessanti e riconosciute
sono la Bodega Irurtia, la più grande del Paese, Bo-
degas Los Cerros de San Juan, la più antica e consi-
derata patrimonio nazionale, Bodega Garzón, Bo-
dega Campo Tinto, Bodega Bouza, Bodega Juanicó
Bodega Zubizarreta e la Bodega Narbona.
Considerando l’epopea di Garibaldi inUruguay che
ha contribuito a portar loro libertà e democrazia,
quindi celebrato eroe nazionale, gli italiani emigra-
ti hanno a loro volta portato nel Paese un grande
contributo anche sotto l’aspetto vitivinicolo.
Nonostante sia lambito dall’Atlantico, in Uruguay
si consuma pochissimo pesce e tenendo in consi-
derazione che le pampas si estendono oltre questo
e fino in Brasile le carni bovine cotte alla brace, an-
che a mo’ di Asado, ne fanno da padrone.
Le razze più allevate solo le Hereford e l’Aberde-
en Angus. Il piatto nazionale infatti è il Chivito:
panino farcito di lombo di manzo arrostito, pro-
sciutto cotto, pancetta, uova sode, insalata, olive
nere e maionese.
Il
Brasile
si è affacciato da poco nella scena vitivi-
nicola ma già sta raggiungendo livelli di tutto ri-
spetto. In una video chiamata che effettuai mesi fa
con dei produttori carioca che operano a circa 200
km a nord di San Paolo ho avuto modo di vedere
l’impegno profuso da questi soprattutto nell’ orga-
nizzazione in quanto, vista la latitudine, in alcuni
territori la vite richiede anche precisi ed efficienti
sistemi di irrigazione.
Nella sua vastità, pari a tutta Europa, e conside-
rando l’ampiezza amazzonica, o per lo meno, visti
i tempi, di quanto rimane di questa, il Brasile con-
centra le sue produzioni enologiche nel versante
sud orientale.
Anche qui ovviamente è il clima atlantico a media-
re, ma da occidente il Mato Grosso do Sul ha una
certa incidenza con le grandi foreste e l’umido Pan-
tanal dando origine a climi differenti.
Da San Paolo a Flores de Cunha nel Rio grande do
sul, zona particolarmente eletta con i circa 45.000
ettari vitati, bellissimi vigneti alternano le pro-
duzioni tra merlot, cabernet sauvignon, cabernet
franc, pinot nero, sangiovese, tannat e malbec,
quest’ultimo sicuramente allungato ai brasilia-
ni dagli argentini di Mendoza nella regione del
Cuyo, con certa presenza di bianchi come char-
donnay, sauvignon, chenin blanc, riesling italico,
malvasia, moscato bianco e ancora l’italicissimo
glera (prosecco).
Bodega Narbona,
Carmelo, Uruguay
Bodega Bouza, Canelones, Uruguay
Casapueblo, Punta Ballena,
Punta del Este, Uruguay
Bodega Garzón,
Maldonado, Uruguay
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