Sommeliers Marche Magazine 49 - page 11

Agli inizi degli anni novanta, giovane operatore
della ristorazione in cerca di carriera, collaboravo
con il Royal Hotel di Lido di Fermo. Avevo l’incari-
co di 2° maître e mi occupavo degli ospiti che sog-
giornavano in albergo. Erano anni duri per i vini
del Piceno. Il Rosso Piceno era difficile da vendere
in estate al mare mentre il Falerio dei Colli Asco-
lani... questo sconosciuto! era poco affascinante,
tanto che nessuno credeva in questo vino. Ebbi
modo di conoscere una giovane famiglia ascolana
(con due pargoli) che cercava di ritemprarsi al ma-
re dalle fatiche di un intenso anno lavorativo.
La signora, ogni volta che chiedeva la lista dei vini,
rimaneva un po’ rammaricata nel vedere la totale
assenza di vini piceni. Una mattina, arrivò il ma-
rito con un cartone di vino e mi chiese di metterlo
in frigo per il pranzo. Alle 13 arrivarono in sala,
pranzarono in silenzio e, alla fine, chiamò tutto il
personale di sala e chiedendo quel cartone di vino,
ci invitò ad assaggiarlo.
Non nego la nostra perplessità quando leggemmo
in etichetta la parola “Falerio” ma, spronati dalla
signora, assaggiammo il vino: vista bella, olfatto
intenso e interessante, gusto notevolmente godi-
bile! Oltre a Falerio, in etichetta capeggiava la pa-
rola BRECCIAROLO. Un nome che da lì a poco
diventerà un’icona in tutto il territorio nazionale.
La famiglia rispondeva al cognome VELENOSI e
la signora al nome di ANGELA.
Dalle poche migliaia di bottiglie di Falerio e Ros-
so Piceno, grazie alla spinta vigorosa della signora
Angela, ora l’azienda immette sul mercato ogni
anno circa due milioni di bottiglie. Da due etichet-
te alle decine di referenze, spaziando dal Piceno,
che regna sovrano, allo jesino fino all’Abruzzo, ter-
ra natia di Angela.
La parola d’ordine di Angela, anzi le parole: ter-
ritorio, tradizione, qualità. Parole che ritroviamo
intatte nei calici riempiti con i suoi nettari. “Dob-
biamo valorizzare il territorio, far risaltare questa
unicità che ci distingue da tutti. Il territorio, ele-
mento irriproducibile altrove, deve essere il nostro
trampolino di lancio, il biglietto da presentare
al di fuori dei confini regionali, per diffondere il
marchio del Piceno!” parole che Angela pronuncia
con vera passione. “Per promozionare il territorio
occorre unicità d’intenti tra produttori, ammini-
stratori e consorzio. Inoltre, dobbiamo implemen-
tare il fenomeno dell’enoturismo, che da noi non è
ancora ben decollato”, afferma la signora Velenosi,
“andrebbero utilizzati i fondi europei per pianifi-
care strategie che possano portare appassionati e
addetti ai lavori sul territorio, farglielo scoprire a
360°. Per fare enoturismo non dobbiamo sfruttate
solamente il “vino”, ma dovremmo interagire con
tutte le eccellenze del piceno: artistiche, paesaggi-
stiche, artigianali, gastronomiche. Siamo un terri-
torio ricchissimo e queste risorse non ci mancano”.
Sottolinea l’importanza di organizzare convegni,
incontri, visite alle città così come ai piccoli borghi
delle nostre colline, degustazione delle DO, coin-
volgendo giornalisti di settore che con i loro scritti
possano valorizzare i nostri luoghi e raccontarli in
maniera ancora più affascinante. Bisogna mettere
in campo un grande progetto di valorizzazione
territoriale, unendo in sinergia tutte le istituzioni,
la Regione, le Provincie, i Comuni, i Consorzi, le
Aziende, le Associazione di categoria. Il sogno di
Angela sarebbe arrivare a parlare una lingua co-
mune per raggiungere l’obiettivo.
Un’apprensione che attanaglia Angela è legata alla
DOCG Offida. Asserisce che bisognerebbe creder-
ci di più, la DOCG è un gioiello che non dovrebbe
essere “svalutato”. Adottando una linea sui prezzi
di vendita delle uve e dei vini, sotto la quale non
scendere, si potrebbero avere maggiori margini di
guadagno per tutti evidenziando la serietà di tutti
gli attori che lavorano nel comparto. Invece? Si-
curamente sia la Passerina sia il Pecorino hanno
raggiunto importanti traguardi, anche se il vero
“successo” è ancora lontano. Purtroppo non ha
avuto la stessa fortuna la DOCG Offida rosso, che
sul mercato è ancora sconosciuto e per questo più
difficile da posizionare nella distribuzione.
In azienda si affaccia la nuova generazione Ve-
lenosi. La giovane Marianna, dopo la laurea alla
Bocconi in Economia e Commercio e l’esperien-
za nel Gruppo Castel (settore controllo), è tornata
in Ascoli per affiancare la mamma nello sviluppo
della cantina. Nel futuro c’è in cantiere l’idea di
acquistare altri vigneti (sempre nel Piceno) e pro-
gettare una nuova cantina, più in linea con la Ve-
lenosi. Questo desiderio di continuare ad investire,
sostiene Angela, perché crediamo profondamente
nel Piceno, in quel genius loci che l‘uomo ha sa-
puto estrarre dalla terra e dal clima per creare un
ambiente meraviglioso.
Una mirabile Azienda che inorgoglisce il nostro
territorio. Complimenti ad Angela e tutto lo staff
della Velenosi per gli innumerevoli successi che ot-
tengono tutti gli anni.
DAL NULLA A TANTO
VELENOSI
Stefano Isidori
Presidente AIS Marche
Via dei Biancospini, 11
Ascoli Piceno
Tel. 0736 341218
Angela
Velenosi
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