Sommeliers Marche Magazine 52 - page 35

A giugno di quest’anno decisi di intraprendere
un’impresa che mi avrebbe portato lungo le coste
della Calabria e della Sicilia. Mi ritrovai subito con
il conflitto tra la passione per la bici e l’amore per
il vino. La scelta fu partire e lasciarmi trasportare
dagli eventi. La mattina dell’8 luglio caricai la bici
sul treno per Taranto deciso ad affrontare 15 giorni
tra colline, mare e vigne. Racconto di un viaggio
tra vino, fatiche e tanta soddisfazione.
La partenza è di rodaggio, pedalo molto e prendo
il ritmo: partenza mattina presto e tappa successi-
va la sera per godere tutto il calore delle splendide
giornate estive. Il primo territorio che incrocio è
il Cirotano. In sella alla mia bici mi presento alla
porta della cantina Librandi, presentato da Andrea
presidente di Vinarius associazione enoteche ita-
liane. Nonostante la preventiva chiamata, l’impat-
to del cantiniere è un misto di stupito e contraria-
to: che ci fa un ciclista alla porta della mia cantina
con la richiesta di degustare tutti i vini della gam-
ma? La prima domanda è stata: ma da dove arrivi?
interrogativo che ho letto spesso nello sguardo e
ascoltato dalla bocca dei miei interlocutori...
Il territorio di Cirò è meraviglioso, panorami uni-
ci e la commistione di mare e vigne che regala ai
vini un carattere unico e riconoscibile già dai pri-
mi sorsi. A fine degustazione abbiamo fatto il giro
delle vigne e dai racconti sono emerse le difficoltà
di questo territorio. Calabria terra unica ma carica
di contraddizioni.
Dopo un paio di giorni di viaggio sono arrivato al-
la volta di una delle denominazioni che per i som-
melier sono come il sacro Graal: Il greco di Bianco.
Dopo qualche ora di telefonate riesco ad ottenere
una visita con degustazione dall’Azienda Agricola
Baccellieri che ha la cantina proprio al centro di
Bianco. I primi passi all’interno della cantina so-
no carichi di profumi e la mente vola ai ricordi del
corso sul metodo di vinificazione del greco. Ad ac-
cogliermi c’è la giovane figlia di Mariolina Baccel-
lieri; mi racconta delle difficoltà dell’appassimento
delle uve, ma rimango stupito dalla versione del
greco di bianco da vender sfuso.
Per qualche giorno lascio il mondo del vino per
macinar chilometri e arrivare alla meta succes-
siva: l’Etna. L’approccio è stato sportivo. Mi so-
no avvicinato con timore e tanto entusiasmo alla
prima tappa: la piccola Linguaglossa, alle pendici
dell’Etna. Da lì iniziava la salita dedicata al ciclista
Michele Scarponi, nostro conterraneo di recente
scomparso e quindi non poteva che essere quella
la mia strada. Ho deciso di iniziare questa impresa
alle prime luci dell’alba: tutta la strada in solitaria
con il sole che cresceva alle mie spalle. Giunto in
cima ero già con la testa alla prima visita in cantina
programmata del pomeriggio.
Arrivo alla cantina “La Gelsomina” con le gambe
stanche ma l’entusiasmo nella visione dell’anfitea-
tro che da dimora alle vigne di Nerello Mascalese e
Carricante. Mi concentro sui vini bianchi e riman-
go piacevolmente colpito da come in questo ver-
sante dell’Etna le uve bianche possano esprimersi
con un carattere cosi marcato.
La seconda tappa è da Salvo Foti nella piccola e bel-
lissima Milo, paese al centro della denominazione
Etna bianco superiore. Questa seconda tappa però
tira fuori tutte le difficoltà di affrontare ciclotu-
rismo ed enoturismo. Arrivo in cantina sfinito e
bagnato dalla testa ai piedi ma anche stavolta è il
piacere di incontrare l’uomo che ha fatto grande
la denominazione Etna bianco supera le difficoltà.
Qui il Carricante la fa da padrona e la vigna non
sembra soffrire il confronto con la grande monta-
gna alle spalle. Penso che di una cantina si debba
in primis vedere la vigna, dalla quale si può già in-
tuire molto del carattere del vino; questa volta però
a catturare la mia attenzione è stato il palmento,
che sovrasta la cantina. Un sistema di vinificazione
utilizzato in questo territorio da secoli e che Foti
utilizza ancora oggi per alcune delle sue etichette.
Il tour enocicloturistico si è poi snodato per la
Sicilia orientale fino alla punta più a sud con la
consapevolezza che viaggiando in bici si riesce ad
apprezzare al meglio il lavoro dei custodi della ter-
ra e l’arrivo ad ogni cantina, oltre per la felicità di
conoscere nuove realtà, si arricchisce del piacere
del viaggio.
IN BICI PER DEGUSTAZIONI E VISITE IN CANTINA
SOMMELIER IN TOUR
Luca Civerchia
Sommelier
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