In una calda giornata di inizio agosto ho visitato, in-
sieme a tanti sommelier di AIS Marche ed appassionati
di birra, il “campo del luppolo” del Birrificio Agricolo
Oltremondo (o contadino, come loro amano definirsi).
L’appuntamento era al birrificio dove Filippo e Riccardo
ci hanno accolti nel piazzale per un saluto e ci hanno
raccontato la loro idea progettuale. Poi insieme a Filip-
po abbiamo visitato e scoperto la produzione delle birre
aziendali con le diverse peculiarità e l’unicità delle varie
materie prime per la produzione della birra.
Tali materie sono coltivate direttamente presso la loro
azienda e lo stile originale di produzione viene utilizzato
come punto di partenza. Il birrificio produce anche una
IGA (Italian Grape Ale) dal nome “merla”, fermentata
con mosto di sangiovese, ottenendo una birra molto ben
bilanciata tra le due parti, birraia e vinosa.
Terminata la visita in azienda siamo ripartiti con le
macchine ed abbiamo raggiunto il campo del luppo-
lo nei pressi di Terre Roveresche. Il progetto nasce nel
2016 insieme al DAFNE Università della Tuscia segui-
to dall’Agronomo Dott. Paolo Loreti, impiantando nel
campo diverse varietà di luppolo considerate le più affi-
ni secondo gli studi, visto che non c’era traccia in zona
di queste colture, poiché l’unico scritto ritrovato parlava
di una coltivazione a Fano
(1)
. Il luppolo è una pianta che
si può trovare anche allo stato selvatico nelle prossimità
dei fiumi, ma risulta poco adatta all’utilizzo nella birra.
Esso deve avere un buon equilibrio tra le componenti
di olio essenziale (responsabili dell’aroma) contrapposti
al contenuto in
α
-acidi (responsabili dell’amarezza); ri-
sultano inoltre importanti la singola “specie” coltivata,
l’ambiente in cui viene allevato ed il modo di utilizzo
nella produzione della birra.
Il campo di luppolo a Terre Roveresche ha una superficie
di poco meno di mezzo ettaro, sufficiente al momento
per le necessità di produzione del Birrificio Oltremon-
do. Nel campo sono state impiantate le seguenti varietà
di luppolo: Cascade, Chinook, Magum, ed anche altre
varietà meno conosciute come Crystal, Cashmere, Co-
met e Sorachi ACE, luppoli che in parte usavano anche
prima nelle loro birre, quindi non cambiando i profili
organolettici.
Produrre tutte le materie prime per la loro birra rende il
Birrificio Agricolo Oltremondo autonomo, ma anche più
soggetto alla stagionalità, pertanto le birre che vengono
realizzate hanno una produzione limitata. In alcune delle
birre biologiche dell’Oltremondo troviamo fino al 98% di
malto (orzo prodotto dell’azienda agricola e trasformato
dal maltificio perugino Materia Italiana Artigianale) e
100% del luppolo prodotti internamente, che determina
in sede la chiusura dei ciclo di produttivo.
Camminare nel campo di luppolo è stato veramente
emozionante, poiché le piante si arrampicano nei fila-
ri costruiti appositamente per farle innalzare per oltre
6 metri di altezza, ed inoltre agosto è il periodo dove
l’inflorescenza è sviluppata ma ancora non pronta per
la raccolta. Infatti il luppolo viene colto solitamente nei
primi 15 giorni del mese di settembre, quando si rag-
giunge un’umidità attorno 75-80%; il raccolto viene poi
essiccato a temperature non superiori ai 50°C abbas-
sando l’umidità relativa dell’8-12%. I fiori di luppolo
essiccati possono essere utilizzati in questa forma op-
pure macinati grossolanamente, come li usa il Birrificio
Oltremondo, per utilizzarli nelle birre al fine di liberare
gli olio essenziali.
Dopo la visita all’azienda ed il racconto nel campo di
luppolo, siamo andati da CI.B.O. (Circolo Birraio di
Monteporzio) dove ci aspettava il terzo socio Matteo,
per degustare le loro birre e chiacchierare delle varie
idee produttive. Infine alcune birre sono state apposita-
mente selezionate per essere assaggiate durante il pran-
zo, del quale ho curato l’abbinamento alle preparazioni
del duo “Sotto Sale - cuochi a domicilio”.
LUPPOLO
VISITA AL CAMPO
1.
Un Concorso di Luppoli
nella Firenze del 1861.
Il terzo ed ultimo
concorrente fu il luppolo
dell’Amministrazione
Bertozzi di Fano. Con coni
più piccoli degli altri e meno
aromatico, troppo astringente
e lontano dallo standard di
eccellenza dato dal luppolo
di Boemia, fu quello meno
apprezzato dai giudici.
Raffaele Papi
Delegato AIS
Urbino-Montefeltro
Il luppolo, o
Humulus Lupulus,
è una pianta che ap-
partiene alla famiglia delle cannabaceae, introdotto
nella birra nel XII secolo da Suor Hildegard von Bin-
gen, botanica e donna eclettica, monaca benedettina
dell’Abbazia di St. Rupert in Germania.
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