Sommeliers Marche Magazine 58 - page 32

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PUGLIA
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DALLA CROAZIA ALLA PUGLIA E ALLA CALIFORNIA
PRIMITIVO
C’era un vitigno, sulle propaggini della Murgia, che
maturava sempre tanto presto. Già a fine agosto si
vendemmiava. Lo chiamavano
Primativus
, precoce.
Primitivo, oggi. La sua forma di allevamento prefe-
rita è l’alberello. In alcuni vigneti resiste ancora, coi
suoi 70 anni di vita.
Le radici devono faticare per farsi spazio in un ter-
reno rosso ferroso, caratterizzato da uno strato di
roccia calcarea sottostante, buona per costruire trul-
li,
casedde
e quei muretti a secco bianco ruggine che
dominano le campagne pugliesi. La sua vite è par-
ticolare: un mese dopo la vendemmia dei grappoli
principali consente una seconda raccolta di grappoli,
detti
racemi
(pari al 25%della produzione), che matu-
rano sui tralci secondari, le
femminelle
o
vreccole
. Le
origini del Primitivo non sono tanto certe. Alcuni so-
stengono che sia stato portato in Puglia durante la co-
lonizzazione fenicia, altri che furono gli Illiri, abitanti
dell’odierna Croazia, a condurlo giù più di 2000 anni
fa. Tanto si adattò che quando arrivarono i Greci a
colonizzare queste terre, portando con loro i vitigni a
bacca nera, il Primitivo mantenne la sua supremazia.
Oltre oceano ha un fratello, il californiano Zinfan-
del, designato come “America’s wine heritage”. Il pri-
mo ad accorgersi, negli anni ’60, della somiglianza
tra i due fu il prof. Goheen dell’Università di Davis
che, per lavoro, si era recato in un vigneto a Gioia
del Colle. Le analisi del DNA delle piante pugliesi e
di quelle californiane sembravano corrispondere ma
gli strumenti di allora non davano la certezza. Gli
anni passano, fino a quando, all’inizio degli anni
’90, la prof.ssa Carole Meredith del Dipartimento
di viticultura ed enologia dell’università di Davis
eseguì sui due vitigni un test genetico: Zinfandel e
Primitivo erano lo stesso vitigno.
La parentela accese i riflettori su di lui. Vi fu una vera
e propria riscoperta che portò ad una riduzione del-
la produzione di vini da taglio e da vendere sfusi. A
consolidare la rinascita vi fu, inoltre, la fondazione del
Consorzio del Primitivo di Manduria nel 1998 e del
Consorzio di Tutela del Gioia del Colle DOC nel 2000.
Le prime tracce storiche certe del Primitivo in Pu-
glia risalgono, però, al Settecento. Un ecclesiastico di
Gioia del Colle, Don Filippo Indellicati, lasciò delle
testimonianze scritte. Racconta che tra i vitigni col-
tivati sul suo agro ce n’era uno che maturava prima
degli altri, meno esposto alle malattie quindi, che
dava un’uva particolarmente nera e gustosa. Il vino
che se ne ricavava era migliore, così i contadini di
Gioia del Colle iniziarono ad impiantarlo.
Da Gioia del Colle, nel barese, il Primitivo viaggiò
fino in Salento, alle terre di Lizzano, Manduria, Sava
e Maruggio. Un viaggio che, si tramanda, avvenne
per amore. Barbatelle di primitivo, infatti, furono
portate in dote dalla contessina Rosa Sabini di Al-
tamura che, nel 1881, convolò a nozze con il nobile
Tommaso Schiavoni Tafuri di Manduria. A Campo
Marino un parente dello sposo iniziò ad impiantarlo,
nel tempo si fece altrettanto tutt’intorno a Manduria.
Tra le dieci varietà più coltivate in Italia spunta an-
che il Primitivo, con due milioni di bottiglie prodotte
ogni anno. Conta una superficie vitata di circa 12.000
ettari. Èmolto diffuso nella provincia di Taranto (che
comprende il 60% della sua diffusione totale), terra
della DOC Primitivo di Manduria, della DOCG Pri-
mitivo di Manduria Dolce Naturale e Liquoroso. Più
recente è, invece, la denominazione Gioia del Colle.
Risale al 1987, tra le tipologie vi sono il Primitivo e
il Primitivo Riserva. La denominazione comprende
anche tutto il territorio dei comuni limitrofi: Ac-
quaviva delle Fonti, Adelfia, Casamassima, Cassano
Murge, Castellana Grotte, Conversano, Grumo Ap-
pula, Noci, Putignano, Rutigliano, Sammichele di
Bari, Sannicandro di Bari, Santeramo in Colle, Turi e
Altamura (con esclusione del territorio appartenente
alla zona di produzione del Gravina DOC). La com-
posizione del terreno e la diversa altitudine dei vigne-
ti fanno sì che i vini, pur trattandosi delle stesse uve,
siano molto differenti. Sorso nitido e austero, trama
tannica decisa, spiccata freschezza il Primitivo di
Gioia del Colle; più morbido e rotondo, dato l’elevato
tenore zuccherino dei mosti, il Manduria.
Benedetta Luciani
Sommelier
Gioia del Colle
Primitivo di Manduria
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1...,22,23,24,25,26,27,28,29,30,31 33,34,35,36,37,38,39,40
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