Margherita Mazzantini
Sommelier
La scolgliera di Capo
Bruzzano, Bianco (RC)
Un vino da dessert tipico per il suo colore ambra-
to, prodotto con uve surmature, parzialmente ap-
passite: il Greco di Bianco doc è certamente il vino
più interessante prodotto in Calabria, sulle colline
di Bianco, nota località turistica della costa ionica
della Calabria, e nel comune limitrofo di Casigna-
na, sulla Costa dei Gelsomini, con un minimo del
95% del vitigno Greco Bianco, comune a varie zone
del sud Italia. Possiamo ricordare che questa varie-
tà viene utilizzata con ottimi risultati anche in altre
due famose DOC dell’Italia del Sud, e cioè Gravina
doc in Basilicata e Greco di Tufo docg in Irpinia.
La leggenda vuole che questo vitigno sia stato in-
trodotto in Calabria nel VII secolo a.C. da coloni
provenienti dalla Grecia, da cui il nome: un colono
greco portò i primi tralci di questo vitigno sbar-
cando nell’attuale Capo Bruzzano, nei pressi del
Comune di Bianco, nel VII secolo a.C., sul litorale
di quella che allora veniva chiamata Enotria, terra
del vino, zona vocata alla coltivazione della vite,
che possiede il privilegio di avere un clima ventoso
e assolato. Il Greco di Bianco è ritenuto il vino più
antico d’Italia, insieme al Moscato di Siracusa.
Unica tipologia di vino prevista in questa DOC,
istituita nel 1980, dopo che negli anni ’60 aveva
raggiunto un livello molto basso di produzione, e
grazie alla fondazione a Bianco di una cooperativa
agricola con il fine di valorizzarne e standardizzar-
ne la produzione, è “bianco passito”.
Ci piace citare i due principali riferimenti letterari
al Greco di Bianco, di cui il primo molto antico e
l’altro recente. Esiodo, ne
Le Opere e i giorni
del VII
secolo a.C., descrive un’antica modalità di lavora-
zione delle uve con le quali ancora oggi si produce
il Greco di Bianco DOC:
“Quando Orione e Sirio
siano giunti nel mezzo del cielo, ed Aurora dalle ro-
see dita avvisti Arturo, cogli allora tutti i grappoli,
o Perse, e portali in casa; per dieci giorni e per dieci
notti esponili al sole, per cinque mettili all’ombra, e
al sesto stiva nei vasi i doni di Dioniso molto felice”
.
In epoca più recente, Mario Soldati descrive questo
vino nella sua famosissima opera
Vino al Vino
del
2017, con queste parole: “
Il Greco di Bianco fa 16
gradi. Vitigno: Greco. Colore giallo dorato intenso.
Profumo quasi amarognolo, come di zàgara, cioè
fior d’arancio. Gusto dolce, ma non troppo dolce”
.
UNA CHICCA NEL BICCHIERE
IL GRECODI BIANCO
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