Sommeliers Marche Magazine 60 - page 8

ed un blend di diversi altri vitigni raccomandati
tra i quali lo syrah, il roussanne, il counoise, il cin-
sault, per citarne solo alcuni.
Tavel e Lirac, due meravigliosi vini rosati molto
diversi e più intensi dei famosi “cipriati” (solo per
intendere lo sbiadito colore) di quelli provenza-
li, sono prodotti nei rispettivi villaggi con un’alta
percentuale di grenache noir e le diverse altre uve,
incluse le bianche, come nel caso dei Rasteau. So-
prattutto il Tavel, è definito da molti di color chia-
retto e si esprime con fantastici sentori di ribes,
mirtillo, mora e a volte ammandorlato e di bel ner-
bo gustativo. Il Lirac nelle diverse coniugazioni è
anche un potente vino rosso rubino violaceo che
nasce da una cuvée di uve grenache noir, mourve-
dre, cinsault e sirah e si esprime con succosi sentori
fruttati di prugna, mirtillo e ribes rosso, cacao e
spezie varie e di meravigliosa rotondità.
Ma c’è anche la versione bianca del Lirac che nel-
lo stile locale è ottenuto ancora dai diversi viti-
gni ammessi, dominati però da grenache blanc,
clairette, viogner e roussanne, dove alcune altre
Maison aggiungono o cambiano con borboulenc,
marsanne, picpoul e ugni blanc, quindi con carat-
teristiche decisamente diverse a seconda appunto
degli assemblaggi.
Nel dipartimento del Vaucluse, su terreni essen-
zialmente calcarei si estendono in 36 comuni i
circa 2500 ettari di vigneti con denominazioni
Vacqueyras, Cotes de Ventaux e du Luberon con
produzione di buoni vini sia rossi che bianchi e ro-
sati con ottimo rapporto qualità prezzo.
Ci tuffiamo adesso in quello che gode di più fama a
livello internazionale e risponde al nome di Châte-
auneuf-du-Pape. È sicuramente il vino storico del
Rodano che riempiva i calici dei Papi di Avignone
fin dal loro primo insediamento, periodo alquanto
funesto che ci ricorda il tremendo sterminio degli
Albigesi voluto da Innocenzo III.
Le vigne dello Châteauneuf-du-Pape sono general-
mente ad alberello come nello stile Mediterraneo e
affondano le radici in terreni arsi e spesso gravosi,
cioè cosparsi di sassi portati dal Rodano. Come da
antica tradizione gli assemblaggi prevedono fin’
anche 14 varietà di uve tra nere e bianche come so-
pra elencate, anche se diversi produttori le hanno
oggi ridotte di molto. Qui i vini sono rossi e bian-
chi ma i primi sono più riconosciuti e anche tutti
ovviamente alquanto diversi a seconda delle cuvèe.
I rossi dominati comunque dal grenache noir go-
dono di grande struttura e spesso di forza alcolica,
a tal punto che i francesi abituati alle finezze dei
Bordeaux e Bourgogne li definiscono a volte
“en
peu sauvage”
. Gradevoli i bianchi in parte leggeri,
in parte più sodi, ma si producono in zona anche
spumanti (cremant) e passiti, seppur poco noti.
Va segnalato con una nota che fu proprio con lo
Châteauneuf-du-Pape che nacque, nel 1923, il con-
cetto delle AOC francesi voluta dal Barone Pierre
Le Roy Boiseaumarié.
Attraversando in fine la Costières de Nimes sita
sulla destra di Avignone il grande fiume raggiunge
la sottostante Provenza e termina la sua lunga cor-
sa nella bella e selvaggia Camargue per tuffarsi nel
Mediterraneo.
Famosa la sua zuppa di cipolle gratinata che si dice sia
stata introdotta da Caterina de Medici. Altro piatto in-
teressante il Boudin au pommes, cioè sanguinaccio alle
mele. Ottima la Salade lyonnaise composta da insalata
verde insaporita di pancetta croccante, crostini di pane
e uova in camicia, com’anche il Pomme Dauphine, cioè
una purea di patate con pasta bignè salata.
Ottimi i formaggi come il Bleu d’Auvergne, Saint Nec-
taire, Salers, Cantal e Fourme d’ Ambert. Tra i dolci
più famosi abbiamo i Bignè Bugnes, la Pogne de
Romain, una brioche profumata ai fiori di arancia,
e ancora le Crepes Matefaim e il Coussin de Lyon
ottenuto da pasta di mandorle.
A la prochaine
.
ALCUNI CIBI DEL RODANO:
Zuppa di cipolle gratinata
Châteauneuf-du-Pape
Bignè Bugnes
Châteauneuf-du-Pape
Rasteau
Beaumes-de-Venise
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