CONTI DEGLI AZZONI
E LE SUE PRIMAVERE
Manuela Titta
Sommelier
Dopo tre anni di stop, l’azienda vitivinicola Conti
Degli Azzoni ha aperto le porte della sua storica
cantina a Montefano, per il tradizionale evento
Degustazione di Primavera: un pomeriggio di fi-
ne aprile durante il quale gli ospiti hanno potuto
assaggiare i vini accompagnati da prodotti tipici,
in un’atmosfera di grande convivialità. Conte-
stualmente, nella sala conferenze, si svolgeva la
Degustazione con i soci AIS Marche: il pomerig-
gio è stato aperto dai saluti di Filippo degli Azzoni
Avogadro Carradori, che ha presentato l’azienda.
La storia che abbiamo ascoltato parte da mol-
to lontano, quando - nei primi del ‘900 - i nonni
giunti dal Veneto furono conquistati da questo
luogo e decisero di acquistare Villa Sole e la Fatto-
ria. È così che inizia un’avventura all’insegna della
passione e di un grande spirito di intraprendenza,
raggiungendo traguardi importanti: il brand Degli
Azzoni Wines racchiude diverse realtà, tutte acco-
munate dall’impegno alla tutela del territorio, con
una spiccata sensibilità alla sostenibilità in tutte le
sue declinazioni.
Grazie all’enologo Lorenzo Gigli siamo entrati
nel dettaglio dell’impegno aziendale al rispetto
dell’ambiente, segno di grande attaccamento di
questa famiglia alla valorizzazione dell’autenticità
del territorio. L’azienda si pone l’obiettivo di pre-
servare i propri territori, con un investimento mi-
rato, al fine di mettere in atto tutte le pratiche più
virtuose, non solo a vantaggio dell’ambiente, ma
anche del sociale. Questi sono i punti cruciali: cal-
colo dell’impronta carbonica, monitoraggio della
biodiversità del suolo, lavaggio delle uve, reda-
zione del bilancio di sostenibilità, codice etico.
L’approccio integrato in tutta l’azienda, la
misurazione delle prestazioni su base scien-
tifica e la comunicazione delle buone pra-
tiche, sono i tre gol che segnano la svolta
pionieristica di questa grande realtà vi-
tivinicola. Un vino sostenibile è qualcosa che
va ben al di là del concetto di biologico o di vino
naturale: stiamo parlando infatti di un prodotto
che rientri in una dimensione olistica e che possa
toccare tutti gli aspetti dell’intero ciclo produttivo.
La Degustazione per i soci AIS Marche è stata gui-
data dal Maestro Gualberto Compagnucci che, con
la sua eleganza e semplicità, ha accompagnato la
platea alla scoperta dei vini scelti; presente anche il
Presidente Stefano Isidori.
Abbiamo cominciato gli assaggi con uno Spu-
mante Brut,
Beldiletto
: un vino da uve Sauvignon
Blanc e Chardonnay, dai profumi delicati e persi-
stenti, un’ottima mineralità e grande freschezza. Il
Colli Maceratesi DOC
Helvia
, vitigno Ribona, è un
vino elegante e piacevole, dai sentori di acacia: sec-
co, fresco e bilanciato, con una buona mineralità.
Altro bianco, questa volta con una fermentazione
ottenuta da lieviti indigeni: il
Carrodoro
Marche
IGT è ottenuto dal Grechetto, all’olfatto fine con
sentori di mandorla, sambuco e frutta fresca come
pera e pesca, dalla spiccata mineralità.
Siamo poi passati ai rossi e abbiamo assaggiato
Passatempo
Marche Rosso IGT nelle due annate
2016 e 2008: un Montepulciano al 100% dal colore
rosso rubino intenso, un vino pieno e persistente
dalle note speziate, con sentori di bosco e tabacco;
decisamente corposo, complesso e armonico con
i suoi tannini morbidi. Per finire il passito Colli
Maceratesi DOC
Sultano
: uve di Ribona rigorosa-
mente raccolte a mano, selezionate e lasciate ripo-
sare su graticci per alcuni mesi; la vinificazione e la
maturazione in legno ci regalano un passito auten-
tico nella sua complessità.
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