Fabio Valentini
Sommelier
Sabato 22 aprile 2023 presso il ristorante Erard di
Montecarotto si è svolto il secondo aggiornamen-
to per i degustatori ufficiali di AIS Marche. Questo
evento è stato fortemente voluto dal nuovo respon-
sabile della commissione di degustazione Fabio Va-
lentini e da tutto il Consiglio Regionale AISMarche
compresa la presidenza. Un
full immersion
su uno
dei vitigni più rappresentativi della regione: il Ver-
dicchio nelle tipologie dei Castelli di Jesi e Matelica.
Ha aperto i lavori il presidente di Assoenologi Giu-
liano D’Ignazi facendo il punto della situazione del
Verdicchio dei Castelli di Jesi sviscerando le pecu-
liarità di questo vitigno eclettico e illustrando il
progetto che ha la Cantina Moncaro con il MISE.
Questo progetto nasce per ricercare nei vigneti
la specificità dei suoli con ricerche approfondite
nell’ambiente-terreno-clima-mano dell’uomo. Si
avrà così una mappa di precisione di quello che si
dovrà fare all’interno di quel vigneto. Una specie
di zonazione come è stato fatto in altre regioni.
Microvinificazioni di vigneti che hanno evidenzia-
to le differenze all’interno dell’area di produzione
del verdicchio. Per questo progetto sono state fatte
80 microvinificazioni, tutte eseguite con lo stesso
protocollo. L’unica differenza appunto è l’influs-
so del territorio. Dai dati vendemmiali dell’anno
2020-2021 si evince che la superficie vitata del
verdicchio dei Castelli di Jesi è di 2762 ettari, con
205649 quintali di uva e un totale di circa 22 mi-
lioni di bottiglie prodotte. Nel futuro della deno-
minazione ci sarà la facoltà di non menzionare il
nome verdicchio nella DOCG e si andrà a dare
molta importanza al territorio.
Poi ha preso la parola l’enologo Roberto Potenti-
ni che ha introdotto il discorso sul verdicchio di
Matelica facendo riferimento alla zona di pro-
duzione composta da 260 ettari di molto inferio-
re di quella di Jesi. Nella vallata tra il monte San
Vicino ad est, la catena del monte Catria ad ovest
ed i monti Sibillini a sud, circondati dal letto del
fiume Esino, si estende la zona di produzione del
verdicchio di Matelica. Questa valle è l’unica del
territorio marchigiano ad essere parallela al mare
con una disposizione nord sud diversamente dalle
altre che sono aperte al mare in una esposizione est
ovest. Tale peculiarità orografica genera una serie
di favorevoli microclimi, molto vantaggiosi per la
viticoltura. Il Matelica non è versatile come quello
di Jesi e risulta meno esplosivo negli aromi ma più
capace di esaltarsi con la terzializzazione. L’eleva-
ta presenza di acido malico lo rende scontroso in
gioventù, ma una volta compiuta la malolattica, il
vino si fa più pieno, complesso e armonioso.
Poi sono intervenuti gli enologi Sandro Paolucci,
Gianni Mazzoni e l’agronomo Agostino Pisani de-
scrivendo le caratteristiche delle tipologie di vini
ottenute da questi vitigni. Finito il convegno si è
passati alla degustazione di diversi verdicchi delle
aziende Venturi, Moncaro, Romagnoli, Cologno-
la, Casaleta, Colonnara, La Monacesca, Bellisario.
Molto interessante inoltre la degustazione di 13
microvinificazioni della Cantina Moncaro oggetto
della sperimentazione MISE sulla territorialità.
La giornata si è conclusa magnificamente con il
pranzo all’Agriturismo Cadabò. Arrivederci al
prossimo aggiornamento.
A MONTECAROTTO
UN APPROFONDITO ESAME
Gli enologi Giuliano D’Ignazi (sinistra) e Roberto Potentini
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