Sommeliers Marche Magazine 60 - page 13

Certi luoghi non si guardano soltanto. Si respirano
con l’anima. (Fabrizio Caramagna). Uno di questi
luoghi è certamente Santa Maria delle Grazie, nel
cui refettorio c’è un capolavoro incommensurabi-
le, un affresco che tutti hanno almeno visto su libri
o in tv, l’Ultima Cena di Leonardo da Vinci.
È un posto fuori del tempo, che ci lascia senza fiato.
Leonardo, che proveniva dalla Firenze di Lorenzo
il Magnifico, nel 1482 arriva a Milano, alla corte
di Ludovico Maria Sforza, detto il Moro. Tre anni
più tardi gli viene assegnato l’incarico di dipingere
il suo celeberrimo affresco, ed è questo il periodo
in cui inizia una storia dimenticata: la storia della
vigna di circa 16 pertiche (circa un ettaro) che Lu-
dovico regala a Leonardo nel 1498, quale gesto di
riconoscenza per «le svariate e mirabili opere da lui
eseguite per il duca», intorno alla quale sono nate
leggende che coinvolgono il grande artista, le sue
opere e i suoi seguaci, essendo la vigna il suo luogo
ideale dove ristorarsi e dilettarsi.
Questa vigna fu impiantata e coltivata nel terreno
posto all’estremità del giardino della Casa degli
Atellani, dove Leonardo risiedeva, proprio vicino
a Santa Maria delle Grazie, nell’allora quartiere
residenziale, il Borgo delle Grazie, che il duca di
Milano aveva predisposto per i suoi fedelissimi, ol-
tre il quartiere di Porta Vercellina, sul terreno della
vigna grande di San Vittore.
Leonardo discendeva da una famiglia origina-
ria di Vinci, piccolo borgo della meravigliosa
campagna toscana, che qui aveva possedimen-
ti e vigne, e mai ha interrotto il suo quotidia-
no rapporto col mondo agricolo e vitivinicolo,
per cui nutriva una enorme passione e a cui ha
dedicato tanti dei suoi studi. Ci piace imma-
ginare il grande artista arrivare tra i filari
della sua vigna, posta all’ombra della cu-
pola del Bramante, dopo una intensa
giornata di lavoro nel sito del Cena-
colo. Quando nell’aprile del 1500 le
truppe del re di Francia sconfiggono
e imprigionano il Moro, Leonardo la-
scia Milano, ma non smette mai di occuparsi della
sua vigna, che mai lascia incustodita: riesce a ricon-
quistarla dopo la confisca perpetrata dai Francesi,
grazie alla restituzione, nel 1507, da parte di Carlo
II d’Amboise, che chiese a Leonardo di tornare a
Milano, da Firenze dov’era, per concludere alcune
opere che aveva cominciato, e la cita nel suo testa-
mento, nel 1519, in punto di morte, assicurandone
una parte ad uno dei suoi servi ed una al suo allievo
prediletto, Gian Giacomo Caprotti, detto il Salaì.
La sua amata vigna ha resistito nei secoli, persino
agli sconvolgimenti della guerra e a 500 anni dal
dono di Ludovico a Leonardo, la vigna è rinata, nel
rispetto dei filari e del vitigno originari. Le viti ori-
ginarie vengono recuperate nel 2015, in occasione
dell’Expo di Milano, su iniziativa della Fondazione
Portaluppi e degli attuali proprietari di Casa degli
Atellani, sotto l’alto patronato del Presidente della
Repubblica Italiana, grazie al contributo decisivo
dell’Università degli Studi di Milano. Le ricerche
condotte dalla genetista Serena Imazio e dal pro-
fessor Attilio Scienza, massimo esperto del DNA
della vite, sono partite sin dal 2007: attraverso sca-
vi manuali, sono stati recuperati dei residui biolo-
gici vivi della Vigna Originale, e ciò ha portato al
reimpianto della Malvasia di Candia Aromatica (la
vite di Leonardo), vendemmiata per la prima volta
il 12 settembre 2018, sono stati raccolti due quin-
tali e mezzo di mosto, custoditi in 330 Decanter,
ispirati al disegno di Leonardo sul codice Windsor
presente al folio 12.690, dando vita ad un vino uni-
co al mondo: La Malvasia di Milano, Anno I.
Il nostro caldo invito, durante il prossimo viaggio
a Milano, è quello di ritagliarvi un’oretta per an-
dare a visitare, dopo aver ammirato il capolavoro
vinciano, questa vigna per tanto tempo dimenti-
cata, ma che ha resistito al tempo e all’oblio, per
ricordarci un grande italiano che tanto amava la
sua terra e tutto ciò in cui questa si esprime.
DONATAGLI DA LUDOVICO IL MORO
LA VIGNA DI LEONARDO
Margherita Mazzantini
Sommelier
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