Non è un sotto titolo bizzarro se consideriamo che
chi lo consuma lo fa proprio per il gusto del brivido
nello sfidare la morte, come in una roulette russa
gastronomica. Questo cibo è quanto di più assurdo
e letale si possa trovare o cercare, ma sembra essere
sempre più di moda.
In Giappone, patria natìa, è tassativamente proibi-
to dalla legge inserirlo nella dieta dell’imperatore.
Sempre in Giappone negli anni ‘50 quasi cinque-
cento persone ci hanno lasciato le penne. Ad oggi,
qualche decina ancora raggiunge ogni anno la via
degli dei. In Italia, ma direi in tutta Europa, ne è
proibita la commercializzazione dal 1992 dopo
tre casi mortali. Anche paesi asiatici trasgressivi
come la Tailandia lo ha inserito nella lista nera dei
cibi vietati. Solo negli Stati Uniti lo si può lavora-
re e vendere previo licenza, ma solo nei ristoranti
nipponici. A New York ne esistono una dozzina e...
visto il caso non sono poi così pochi.
Quasi sempre il piatto viene presentato a forma di
crisantemo: il fiore della morte anche per i giappo-
nesi. Ma che sarà mai sta roba? Beh, andate a ve-
dere un bell’acquario di pesci tropicali e cercate di
individuare quelo di color bruno grigiasto in grop-
pa e bianchiccio sotto, con lunghi aculei e che ogni
tanto si gonfia se infastidito. È lui, sì, il pesce palla.
Nel paese del Sol Levante lo chiamano Fugu.
Il simpatico pesciolino, e ne esistono 185 specie ma
se ne adoperano una trentina, è in assoluto l’ani-
male più velenoso al mondo. Il suo veleno, la tetro-
dotossina, in pratica è una neurotossina 1200 volte
più potente del cianuro. “Beh, e chi se ne frega!” voi
direte: “mica lo mangio!” E fate bene! Ma esistono
diversi ristoranti giapponesi, con chef altamente
specializzati, previo un rigorosissimo corso della
durata di tre anni, che sono legalmente autorizzati
a proporvelo come la più rara delle prelibatezze. In
realtà chi ha avuto il coraggio di sfidare la morte
Roulette russa con il cibo
più velenoso al mondo
di Gualberto Compagnucci
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