Sommeliers Magazine Marche n. 24 - page 12

Siamo arrivati a “otto”, in altre parole otto sono
le edizioni della manifestazione voluta dalla Con-
fcommercio di Porto Sant’Elpidio capitanata dalla
dott.sa Milena Sebastiani in collaborazione con la
Delegazione AIS di Fermo, con l’obiettivo di pro-
mozionare la storica DOC Falerio.
Come negli scorsi anni la manifestazione prevede-
va due distinti concorsi, il primo volto a premiare
il miglior Falerio annata 2010, l’altro rivolto ai ri-
storatori dei comuni di Sant’Elpidio che dovevano
presentare “Un piatto per il Falerio”, cioè una ricet-
ta a base di pescato da abbinare ad un Falerio.
Un’eccellente scelta, composta quest’anno da 23
campioni tutti espressivamente validi, anche se con
sensibili variabili organolettiche determinate da
quel 20% di altre uve autorizzate nella DOC: char-
donnay, verdicchio, pinot bianco, sauvignon, oltre
alle componenti più importanti di trebbiano, pas-
serina e pecorino. Certo, utilizzando altro, si perde
un po’ quella che era la “classica” tipicità del Fale-
rio. Ma chi può dire con sicurezza qual’era l’idea-
le “tipicità” di questo vino? Che di certo è andata
un po’ persa con l’ultima revisione del disciplinare,
quando sono state aumentate le quote dei vitigni
“passerina” e “pecorino”, di sicuro non molto uti-
lizzati nel primo disciplinare del 1975. Finalmente,
però, si può affermare che ha trovato, con le altre
aggiunte, una piacevolissima bevuta, un’estrema
pulizia olfattiva e gustativa, un’ottima freschezza
che l’ha reso apprezzabile a un più ampio pubblico.
Da consuetudine, la giornata finale, con l’assegna-
zione dei trofei, è avvenuta nella prestigiosa Villa
Baruchello. Dopo un breve incontro con le autorità
locali per i saluti e l’intervento del nostro Presiden-
te, Somm. Prof. Domenico Balducci, sul tema “Ri-
nominiamo il Falerio? Evoluzione tra ricerca e va-
lorizzazione”, è stato aperto il banco d’assaggio dei
vini in concorso.
Tema d’interessante provocazione alla luce del
nuovo disciplinare, pubblicato sulla Gazzetta Uf-
ficiale n. 139 del 17 giugno 2011, che prevede per
il “nuovo” Falerio la tipologia “Pecorino”. Peccato
che il Direttore degli IMT, il dott. Mazzoni, deus ex
machina della nuova DOC, non sia riuscito a esse-
re presente per chiarire gli aspetti “politici” o “tec-
nici” della scelta!
Comunque sia, è ormai realtà, e non ci resta che
accettarla; anche se, assaggiando i Falerio annata
2010 delle 23 aziende, ci si è resi conto del salto di
qualità che la nostra storica DOC ha perseguito ne-
gli ultimi anni.
I risultati del concorso hanno visto al primo posto
un ex equo, l’Azienda Velenosi di Ascoli con il Vi-
gna Solaria e la Cantina di Castignano, seguita a
breve distanza dall’Azienda Castello Fageto di Pe-
daso e, a chiudere il podio, l’Azienda Saladini Pila-
stri di Spinetoli.
Vini di grande stoffa, freschi e profumati, adatti ai
piatti di pesce dell’Adriatico, come quelli proposti
dai venti ristoranti che hanno voluto mettersi in
gioco con le loro specialità.
Il Ristorante Papillon con “l’Hamburger di riccio-
la profumata alle erbe” abbinata al Falerio Azien-
da Castello Fageto ha raccolto i favori della giuria
aggiudicandosi il gradino più alto del podio. Al se-
condo posto si è piazzato il Ristorante Il Giardino
con “Cappesante, rucola e mela Smith” abbinata a
Falerio Azienda Collevite. A chiudere il Ristorante
Kookà con “Chitarrina alla Kookà” abbinato al Fa-
lerio Vigna Solaria Azienda Velenosi.
Sono stati consegnati altri riconoscimenti per il
prezioso lavoro svolto ai ristoranti Skipper, Locan-
da di Bacci, Tropical, Trattoria Trentasette.
Ma, il lavoro del “giornalista” non finisce qui, nel
raccontare semplicemente come è stata bella la fe-
sta del Falerio in quel di Villa Baruchello! Per cu-
riosità, per onore della cronaca, per capire ed
eviscerare la questione, ho posto una semplice do-
o... una DOC da rinominare?
Falerio: una DOC d’aMare
Somm. Prof. Stefano Isidori
Delegato AIS Fermo
e Porto San Giorgio
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