Sommeliers Magazine Marche n. 26 - page 33

Creta, Santorini, Samos, Limnos o Rodos, sono
luoghi che da oltre tremila anni si dedicano al-
la produzione del vino. Le potature severe utiliz-
zate dai greci già allora furono sinonimo di qua-
lità e i trattati di viticoltura dissertavano sul come
comportarsi in vigna durante la raccolta oltre ad
identificare le tecniche di vinificazione e di conser-
vazione del vino; suggerivano persino come con-
sumare e tagliare la bevanda poiché bere il nettare
di Dioniso non diluito comportava uno sfregio al
buon gusto. Era la figura del simposiarca ad occu-
parsi di ogni aspetto organizzativo in base all’enti-
tà dell’evento e decidere in che percentuale diluire
il vino “intero” nel simposio riservato agli uomini
e alle etere di lusso, uniche donne ammesse alla de-
gustazione dei vini solitamente abbinati alle olive,
ai caprini e pecorini, ai datteri o fichi secchi o alla
frutta esotica.
A Samos, sull’isola del buon vino che diede i nata-
li al grande matematico Pitagora, si produce uno
dei Moscati più famosi al mondo. I giardini vita-
ti che si arrampicano fino a novecento metri di al-
tezza sul monte Ambelos accanto ai pini marittimi,
corbezzoli e gelsomini da dove provengono i mi-
gliori grappoli per produrre un eccellente Mosca-
to di Samos, cercano un po’ di refrigerio dal calo-
re soffocante dell’estate sul versante settentrionale
dell’Isola. Se nei paesi centro-europei le posizioni
rivolte a sud sono le migliori per produrre vini di
qualità qui, come in tutte le isole del Mediterraneo,
gli appezzamenti ideali per dar vita a prodotti ec-
cellenti sono orientati verso nord. Le ubicazioni as-
sicurano una maturazione lenta e progressiva, ne-
cessaria per lo sviluppo in perfetta armonia degli
zuccheri e degli acidi; due elementi che giocano un
ruolo fondamentale per la buona riuscita del vino,
soprattutto per quanto riguarda l’equilibrio gusto-
olfattivo. I doppi filari disposti su ogni “terrazza”
delle ripide alture hanno la possibilità di godere del
benefico apporto delle escursioni termiche sia gior-
naliere che stagionali; le migliori fissatrici naturali
degli aromi e dei profumi dei vini pregiati. I piccoli
“grani” del profumato moscato vengono tradotti in
diverse tipologie; dal vino secco preferito dagli iso-
lani durante il pranzo come il Samena e il Doryssa
al dolce naturale ma anche fortificato con l’aggiun-
ta di alcol, imperdibili per ogni amante del buon
bere in visita nella perla verde dell’Egeo.
Dalle uve appassite sotto il sole autunnale, pur sem-
pre con radiazioni decise, dopo la delicata pressatu-
ra si passa alla fermentazione indotta naturalmen-
te dai lieviti selvaggi finché il dolcissimo mosto fio-
re si tramuta in un denso nettare contenente 15/16
parti di alcol etilico. Oltrepassando la soglia i leviti
giungono al capolinea e la fermentazione si arresta
automaticamente mantenendo intatto il resto degli
zuccheri. Anche la separazione dalle fecce di depo-
sito avviene nel modo meno invasivo possibile per
non disturbare il magnifico bouquet pronto per il
lungo affinamento in botti di rovere francese. I co-
lori caldi “versati” dopo cinque anni nell’ampio ca-
lice ricordano le serate più roventi dinanzi al sipa-
rio mozzafiato dell’orizzonte isolano, poco prima
che il sole posi il suo abito vesprale.
I profumi mielati e di fior d’arancio giungono al
naso con la velocità del maestrale e sposano con
amore le fragranze della frutta secca in una lunga
scia odorosa sottolineata dall’aroma della vanilli-
na, anticipando le sensazioni palatali intensamen-
te fastose. Ma le papille fungiformi e filiformi at-
tendono con inclemenza l’attimo del giudizio. Se
il rapporto tra la morbidezza e la durezza sarà bi-
lanciato anche la qualità e l’armonia non potran-
no peccare, visto che la struttura del corpo si è già
svelata all’esame visivo della consistenza mentre le
Vista dall’isola di Santorini
(foto a sinistra)
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