Sommeliers Magazine Marche n. 26 - page 24

Si sa, l’Italia è una regione dalle mille opportunità,
definite da una composizione territoriale talmen-
te variegata che la rende unica, ma soprattutto ren-
de unico quello che ha permesso di creare. Nel cor-
so dei millenni le genti che l’hanno abitata, si sono
adattate alle condizioni pedoclimatiche che offri-
va e da loro hanno colto le peculiarità che rendono
uniche le nostre produzioni agroalimentari!
Ed è proprio per questo, che in quei territori mon-
tuosi, relegati all’interno delle Dolomiti, e più
precisamente nelle Valli di Fassa e Fiemme, ci tro-
viamo in Trentino, le genti ci hanno lasciato un
altro prodotto caseario straordinario: il Puzzone
di Moena!
Poche sono le notizie che ci arrivano dal passato,
esistono solo alcuni atti che parlano del “Formag-
gio nostrano Fossano” caratterizzato dalla crosta
untuosa e dalla pasta con profumi accentuati, pro-
dotti nei caseifici “ternari” e nei “masi” della Val di
Fassa e della Val di Fiemme.
Si pensa, infatti, che sia il diretto discendente del
“Nostrano del Casel” o “Nostrano di Val di Fas-
sa”, ma chi abbia insegnato la particolare tecnica di
stagionatura ancora non si riesce a sapere, infatti,
la tradizionale “lavatura della crosta” (in Italia solo
la Fontina e il Taleggio sono trattati così) è la par-
ticolarità del Puzzone che lo fa diventare intensa-
mente profumato.
Nel nome le sue peculiarità
Stefano Isidori
Delegato AIS Fermo
e Porto San Giorgio
IL
PUZZONE
DI
MOENA
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