Lo stile di vita degli italiani e non solo è cambiato
notevolmente negli ultimi venti anni. In passato i
passaggi avvenivano nell’arco di un secolo circa,
ma negli ultimi tempi sono diventati galoppanti;
beh, ce ne siamo accorti tutti. Se parliamo di stili,
intendiamo un insieme di cose e situazioni mo-
derne che condizionano tutte le società umane,
anche quelle dei paesi più poveri e nascosti dislo-
cati negli angoli più remoti della terra.
In Papua Nuova Guinea ed in Brasile le popola-
zioni indigene che vivono nel folto della Jungla
posseggono oggi almeno un televisore e qualche
telefonino, magari di non ultima generazione. Lo
stile di vita è cambiato anche nell’alimentazione,
soprattutto nelle società più moderne e abbienti.
A prescindere da certe culture fortemente radi-
cate alle tradizioini e alle tipicità come le popo-
lazioni asiatiche o del centro america, ma anche
da noi in alcuni angoli del Paese, le altre hanno
girato pagina accostandosi prima per curiosi-
ta per poi accomodarsi sulla tavola della cucina
plurietnica e globale. Tutto è cambiato e si è “evo-
luto”. Ma siamo sicuri che l’evoluzione non porti
poi all’involuzione? Non si fa più la sfoglia in casa
per le lasagne ma la si acquista già fatta o precot-
ta; non si fa più un buon brodo di carne o di ver-
dure ma si strabusa di glutammato monosodico;
non si prepara più un buon ragù di carne ma si
fa incetta del preparato esaltato dalla pubblicità.
Sicuramente tutto è a vantaggio della comodità,
ma la cucina è un piacere, un’arte, un’esigenza,
uno stile e filosofia di vita.
Prendiamo ora il caso della ristorazione. Indub-
biamente è cambiata in meglio sotto l’aspetto
igenico sanitario, dietetico e salutistico. Si sono
evolute le tecniche di preparazione, di cottura, di
elaborazione e conservazione dei cibi. Purtroppo
però si è manipolato troppo quell’enorme patri-
monio storico tipico regional popolare che ha
sempre distinto l’Italia come il Paese della buo-
na cucina. Pur capendo alcune moderne filosofie
gastronomiche la mortadella è la mortadella e
non mi piace che venga manipolata distillando-
la, dicendo poi che si tratta di cucina moderna
che rispetta il territorio, la tipicità e la tradizio-
ne. Certo che è moderna e sarà pure eccezionale,
ma non si può stravolgere la natura delle cose che
hanno il sapore della storia.
DI IERI, DI OGGI E… DI DOMANI
Gualberto Compagnucci
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