Sommeliers Magazine Marche n. 43 - page 8

Terra baciata dal sole, bagnata dal mare, ricca di
tradizioni, invasa, arricchita da una storia secolare
che ha creato una succulenta pasticceria e leggen-
daria dolcezza enologica. La Sicilia è la più grande
isola del Mediterraneo. Questo aspetto geografi-
co l’ha resa la più affascinante dell’intero vecchio
continente e ha giocato a suo sfavore con le conti-
nue invasioni ma allo stesso tempo ha beneficiato
dei lasciti che questi popoli hanno donato: cultura,
folclore, alimenti e tanto altro ancora.
Tra tradizioni e leggende, cultura culinaria e pa-
sticceria, si può affermare che la ricchezza di que-
sta regione è assolutamente affascinate. Confine
nevralgico tra l’Occidente e l’Oriente, anello di
congiunzione tra il mondo latino e quello greco,
la Sicilia ha subito l’occupazione di tutte le grandi
potenze che volevano estendere il proprio dominio
attraverso il Mediterraneo.
Molti i popoli che hanno vissuto sulle terre sicilia-
ne: Sicani, Siculi, Fenici, Greci, che sbarcarono nel
735 a.C. portando il mandorlo, la vite, l’ulivo, oltre
all’arte del fare il vino. E poi Romani, Bizantini,
Arabi, Normanni, Germanici, Francesi, Spagnoli:
tutti hanno lasciato un’impronta nello spirito del
popolo siciliano.
Gli abitanti sono riusciti a metabolizzare e inte-
riorizzare tutte queste culture e tradizioni, bene-
ficiando d’innumerevoli esperienze che hanno ar-
ricchito il loro sapere. Anche le comunità ebraiche
hanno apportano preziose innovazioni: infatti, il
torrone è una specialità degli Ebrei-Siciliani dell’e-
poca romana, un dolce kasher che avrà una fortu-
na immensa in tutta Italia.
Moltissime varietà di torroni hanno poi subito
l’influenza araba: alle mandorle, ai pistacchi, alle
arachidi, mistiati a zucchero e miele.
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DALLA CONQUISTA ARABA AD OGGI
Stefano Isidori, Delegato AIS
Fermo e Porto San Giorgio
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