La dominazione spagnola dura quattro secoli e
l’arte dolciaria giunge in questo periodo alla sua
massima espressione ed evoluzione. Gli Spagnoli
introducono il cioccolato che andrà a migliorare
ricette collaudate da secoli.
Tra leggende e storie certificate, l’origine dei mo-
derni dolci siciliani si può verificare nei conven-
ti di clausura: infatti, le monache hanno fa-
cilitato la diffusione di moltissimi dolci.
Nel convento di Santa Maria di Mon-
te Oliveto si perfezionarono i “cannoli
siciliani”. In questo convento palermi-
tano si preparava una cialda con farina,
marsala, uovo, zucchero e cacao che, avvolta
in una canna, era fritta. Questi involucri, riem-
piti con crema di ricotta, erano decorati con scorze
di arancia e cosparse di zucchero a velo e granella
di pistacchio. La probabile origine latine si evince
da una citazione di Cicerone: “Tubus farinarius,
dulcissimo, edulio ex lacte factus”, ossia, cannolo
farinaceo fatto di latte per un dolcissimo cibo.
Nel periodo di Pasqua le suore preparavano per i
bambini i “pupu cu l’ovu”, dolci di pasta frolla a
forma di pupo, in cui veniva inserito l’uovo sodo
che rappresentava la pancia, e poi ricoperto di pic-
coli confettini colorati.
Preparati in tutta la Sicilia, come dono augurale di
rinascita, nel trapanese si chiamano “campanaru”
a forma di campana, nel catanese “cuddura cu l’o-
va” per la forma circolare o “palummedda” (colom-
bella). Nel Monastero di Santa Elisabetta, si pre-
paravano le “ravazzate”, dolci fritti con ripieno di
crema di ricotta. Specialità del Monastero di Mon-
tevergine era la “cucuzzata” (zuccata) utilizzata poi
per guarnire molti dolci. Le monache del Monaste-
ro della Pietà, preparavano il “pan di spagna”.
Con lo stesso impasto erano preparati anche i “sa-
voiardi”, in onore dell’allora Re d’Italia. Nel Mona-
stero della Concezione al Capo, venivano realizzati,
in occasione del Festino di S. Rosalia, i “moscardi-
ni” croccanti biscotti aromatizzati alla cannella.
A Sambuca di Sicilia le “minni di virgini” gustose
cupole dolci farcite con crema, zuccata e cioccolato,
ricoperte di glassa e sormontate da una ciliegia.
Per il Natale le pasticcerie offrono il “buccellato”,
ciambella ripiena di frutta candita e fichi secchi,
uva passa, mandorle, scorza d’arancia, è chiamata
“cudduredda” se di più piccole dimensioni.
Ricchissimo è il paniere dei biscotti prodotti in
tutte le provincie siciliane, simili nella forma o ne-
gli ingredienti ma con un pizzico personale che li
Pane di Monreale
Cuddureddi
Biscotti di pasta reale
Cannoli
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