«Ascolta Israele, il Signore nostro Dio, il Signore è
uno. Benedetto il nome del Suo glorioso regno per
sempre, eternamente. E amerai il Signore tuo Dio
con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con
tutte le tue facoltà. Siano queste parole che Io ti co-
mando oggi, impresse sul tuo cuore…»
recitano le
prime frasi dello
Šhema’
, preghiera di riferimento
nella liturgia sinagogale della religione ebraica;
concetti basilari espressi poi anche da Gesù Cristo
nel cristianesimo con il
Comandamento dell’a-
more
. Sia il giudaismo che il cristianesimo con-
templano i comportamenti etici nei riguardi della
filantropia, la necessità di trattare gli altri
«come
vorresti che gli altri trattassero te»
, ma anche riti
e restrizioni, l’osservanza delle regole alimentari
con l’alternarsi di digiuni e abbondanze durante le
feste canoniche.
Secondo il
Talmud
– studio per eccellenza degli
insegnamenti e dei precetti ebraici della
Tōrāh
–
la tavola, che raffigura il sacro altare, rappresenta
un luogo avvolto dall’aura divina ove compiere il
quotidiano rito del consumo degli alimenti che so-
stengono si, il corpo, ma sopra ogni cosa nutrono
l’anima essendo dono di Dio, quindi, meritevoli di
grande rispetto e benedizioni.
Le regole culinarie
kosher
o
kasher
, a seconda del-
la pronuncia
ashkenazita
o
sefardita
, osservate dai
discendenti di Abramo che rispettano i dettami
della religione ebraica sull’alimentazione, stabili-
scono una serie di indicazioni che delineano con
precisione la natura, la preparazione e il consumo
degli alimenti, specificando dettagliatamente le
modalità di macellazione degli animali sotto lo
stretto controllo dei rabbini deputati alla sorve-
DETTAMI DELLA RELIGIONE EBRAICA
SULL’ALIMENTAZIONE
Eva Kottrova
Sommelier
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