Abbiamo già trattato ampiamente l’argomento
biologico in precedenti articoli sottolineando il
fatto che questo non si trasforma dalle colture con-
venzionali dalla sera alla mattina ma ci vogliono
poi svariati anni per eliminare la chimica di sinte-
si, adoperata spesso con molta leggerezza, a ripren-
dere il delicato ciclo spontaneo della natura.
Ho voluto dedicare quindi la copertina di questo
numero all’Azienda Agri-Vinicola di Elio Savelli
perché merita rispetto quale esempio di vero biolo-
gico prodotto da oltre un secolo, cioè dal tempo del
bisnonno Sabatino, nelle sue tenute pesaresi locate
a Sant’Andrea di Suasa.
Il signor Elio è uomo di altri tempi e non si è mai
lasciato corteggiare ne corrompere dalle moderne
filosofie agro-enologiche. Fin da ragazzo, lui e la
natura sono sempre stati un’unica cosa: la ascolta,
si parlano e si capiscono a tal punto che quest’an-
no mentre tutti anticipavano le vendemmie per via
delle avverse condizioni climatiche egli ha mante-
nuto i tempi canonici dettatigli dalla natura. Pur
non essendo un guru delle ancestrali filosofie de-
metriche sostiene quelle del relatore latino Servio
il quale asseriva che “nullus locus sine Genio” (nes-
sun luogo è senza Genio).
Elio sa anche benissimo come alimentare i suoi
vigneti e come prevenirne i malanni utilizzando
prodotti a loro volta naturali come il favino e il
propoli, non che quella minima quantità di zolfo
appena sufficiente. Egli dice che quando i terreni
sono naturalmente ben fertilizzati e godono da
sempre di ottima salute non hanno bisogno di
essere traumatizzati con l’uso della chimica, a
meno che non si ammalino e i suoi... scoppia-
no di salute.
Non a caso infatti uno dei suoi vini si chia-
ma “Bellaluce” in quanto rispecchia perfetta-
mente il collinare terroir costantemente im-
merso dal mattino al tramonto in un bagno
di luce solare e alleviato da una sempre fresca
ventilazione che contribuisce alla sanità delle
uve. La somma di questi elementi con le carat-
teristiche delle famiglie batteriche e minerali
del sottosuolo, l’inclinazione dei terreni e i
limitatissimi interventi umani determinano poi la
qualità dei vini di sor Elio, convinto assertore che
al 90% il buon vino lo fa la vigna.
La tecnologia più recente e funzionale la si trova
soltanto in cantina con le ultime presse acquisite
che producono le più soffici pressature per ottenere
soltanto mosto fiore. A latere di queste e della bot-
taia in legno il ripristino di nuove botti in cemen-
to vetrificato, che ormai sono condivise da diversi
altri saggi produttori, confermano la tenacia di
Elio nel rispetto delle tradizionali vinificazioni che
hanno sempre fatto parte della sua filosofia.
Quindi il moderno e l’antico si coniugano con par-
ticolare attenzione agli aspetti igienici che sono in-
dispensabili nelle produzioni biologiche.
E ancora la scelta delle cuvèe realizzate da vitigni
come passerina, pecorino, malvasia e trebbiano per
il Bellaluce e montepulciano, sangiovese, cabernet
sauvignon e merlot per il rosso Castelsuausa che
danno una decisa personalità ai suoi vini.
Altra ottima, piacevole etichetta che rappresenta
la tradizione pesarese, anche se presente un po’ in
tutta la regione, è l’Eliaccio: vino e visciole che na-
sce dal Castelsuasa e dai rossi selvatici frutti che
crescono copiosi nella sua tenuta.
Onore al merito quindi a Elio Savelli che ha stre-
nuamente battagliato in passato a tutela del biolo-
gico e che da tempo sta coinvolgendo in azienda il
figlio dottor Andrea, per le sue capacità di ottenere
il meglio dalla natura, la sua natura con il suo Ge-
nius Loci, senza abusi ne violenze ma con tanto ri-
spetto e umiltà e quando il biologico ha veramente
senso i bei risultati si vedono.
QUANDO IL GENIUS LOCI È PROTAGONISTA DEL VINO
ELIO SAVELLI
Gualberto Compagnucci
Az. Agricola Elio Savelli
Via Bellaluce 4
Sant’Andrea di Suasa
61040 Mondavio (PU)
Tel. 335 446561
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