1973 quale riconoscimento a
1r grand cru
e ancora
Dalí, Miró, Barceló ed altri eccelsi nomi mondiali.
Gli interessi della famiglia si estendono ancora nei
comuni di Listrac con lo Château Clark, proprietà
dei Baroni Edmond e Nadine Rothschild ed anco-
ra nel Sauternes con gli eccellenti botritizzati del
Barone Eric (Lafite) sui quali troneggia il
1r grand
cru Riesseuc
.
Anche lo Champagne gestito dal Barone Alfred or-
bita nella sfera di famiglia con prestigiose cuvèe e
riserve millesimate ottenute soprattutto dai vigneti
di proprietà sulla Marna in prossimità di Epernay.
L’Heritage viticola dei Rothschild, considerando
anche le proprietà in Cile ed altri interessi in USA,
Ungheria ecc, è oggi un patrimonio incalcolabile
di centinaia di milioni di dollari e che fa gola a
molti investitori, soprattutto cinesi, che ogni tanto
fanno capolino con la speranza di accaparrarsi di
almeno una piccola fetta della grande torta.
Caratteristiche
Château Lafite Rothschild e Château Mouton
Rothschild sono ambedue vini di grande persona-
lità e il sogno di tutti gli enologi da poter emula-
re. Non è facile descriverli considerando i grandi
mutamenti negli stadi evolutivi che questi vini su-
biscono. Senza grandi lodi ne infamia da giovani,
nelle grandi vendemmie sviluppano nel tempo ca-
ratteristiche inarrivabili, e per tempo si intendono
decine di anni.
Chi ha avuto nella nostra era la fortuna di degu-
stare addirittura bottiglie ottocentesche non ha
parole per raccontarli e sicuramente nella lettera-
tura de la sommellerie che oggi usiamo dovremmo
aggiungere nuovi impensabili aggettivi.
In passate esperienze di degustazione a Bordeaux
ho trovato a parità di vendemmie dei primi anni
‘80 i Lafite più fini ed eleganti nei confronti dei
Mouton che dimostravano invece maggior strut-
tura. Molto facili invece da bere i rossi Mouton Ca-
det che rappresentano però la base AOC bordolese.
Gli abbinamenti
Non possono essere banalizzati con piatti che non
abbiano le stesse caratteristiche di eleganza. Nel ce-
lebrare la cultura francese dei grandi vini sia il Lafi-
te che il Mouton meritano il rispetto di una cucina
raffinata e
Made in France
. Dal filetto Wellington
alla sella di vitello Orloff allo Chateaubriand, dalla
Canard a la presse, il Gigot d’Agneau au fur e nelle
annate più vecchie e prestigiose Pernici e Fagiani al
forno. Per i formaggi consigliati sempre i francesi
e di buona stagionatura sono il Comtè della Fran-
ca Contea, il Roquefort del Midi Pirenei, il Cantal
del Massiccio centrale, il Beaufort della Savoia e il
Mimolette di Lille facilmente acquistabili in negozi
specializzati ma anche molti dei grandi stagionati
italiani vi andranno a nozze. Eccellenza tra le ec-
cellenze dei Sauternes lo Château Rieussec.
In un ristorantino a Cap Ferret di Arcaschon, uno
dei santuari francesi delle ostriche, me lo fecero de-
gustare stranamente abbinato a ostriche gratinate
in salamandra, adagiate su di un piccolo letto di
spinaci croccanti e sopra salsa Mornay (besciamel-
la con tuorlo d’uovo e groviera) profumata proprio
al Riesseuc e leggermente dorata: una vera goduria.
L’interno della cantina
Château Mouton Rothschild
L’etichetta del Château
Mouton Rothschild 1973
firmata da Pablo Picasso
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