Non potevano essere che loro, i Romani con l’ im-
peratore Probo, ad introdurre nel 278 la viticultura
in Germania in modo sistemico e che si espanse
poi nell’800 a favore di vignaioli e commercianti
con le leggi promulgate da Carlo Magno. Ciò av-
venne anche allo scopo di favorire la selezione dei
migliori vitigni di allora che subirono la sciagura
degli espianti voluti nell’82 d.C. da Domiziano.
Tra questi già primeggiava quello che oggi chia-
miamo Riesling, divenuto nel tempo l’assoluto pro-
tagonista della viticultura della Mosella tedesca.
Ordini monastici teutonici ne fecero tra il Medio-
evo e il Rinascimento la coltura più importante
delle loro tenute non che a crearne la prima vera
cantina e osannato ancora da Napoleone Bona-
parte che promulgò addirittura alcune leggi a sua
tutela. Lungo il suo percorso la Mosella, che nasce
sui monti alsaziani dei Vosge e precisamente nei
pressi della cittadina di Tann, attraversa la Lorena
entrando a Metz proseguendo verso il principato
di Lussemburgo per giungere poi con un percorso
alquanto sinuoso in Germania e morire nel Reno.
È intorno alla città di Trier (Treviri) fino a Zell con
estensione in prossimità di Koblenz che si fanno
i giochi del grande Riesling dominando i territori
della Ruwer, Saar e Nahe.
I vigneti si dividono tra le pianure e le alte colline
che seguono il fiume dove circondano meravigliosi
villaggi e possenti castelli. In passato la produzio-
ne che giunse a migliaia di ettari era decisamente
superiore, quasi il triplo dell’odierna, e il tracollo
fu dovuto ad una forte crisi tra i due secoli scorsi
imputabile soprattutto alla Grande Guerra e pre-
cedentemente a quella franco prussiana.
grandi vini mondiali
Gualberto Compagnucci
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