Sommeliers 45-2018 - page 8

Tra Marche e Abruzzo, coinvolgendo qualche zona
in Molise e Puglia, quest’uva è l’incontrastata “im-
peratrice” della sponda adriatica; solo lungo i 310
chilometri di costa, dal Trigno al Foglia, il Mon-
tepulciano si eleva alla massima potenza. Per co-
noscere meglio le varie declinazioni enologiche
ottenute da questo vitigno rosso, domenica 20
maggio, presso la Mole Vanvitelliana di Ancona,
il Comune dorico ha invitato Stefano Isidori, Dele-
gato AIS Fermo, a presentare una breve relazione,
assaggiando undici campioni provenienti dai ter-
ritori naturalmente legati a questa fantastica uva.
Dal Conero alle colline pescaresi, un susseguirsi
di vallate e colline che ospitano il Montepulciano:
territori diversi con peculiarità uniche, con situa-
zioni pedoclimatiche differenti che regalano pre-
gevoli sensazioni organolettiche.
In mezzo, la terra Picena: diversa (forse) nella com-
posizione e nell’esposizione, diversa (forse) nel cli-
ma, ma ugualmente ospitale.
Arriva forse dalla Toscana, così almeno vuole la
leggenda, portato sul versate adriatico dai pasto-
ri che transitavano sui “tratturi” abruzzesi per
arrivare a San Severo (Puglia ndr) per la compra-
vendita degli animali. Molti studiosi, come il Mo-
lon (1906) lo classificavano tra i Sangiovese ma a
smentire questa tesi sono le moderne analisi del
DNA che certificano l’assoluta estraneità tra le uve
a bacca rossa coltivate nella terra di Dante e il no-
stro Montepulciano; tuttavia potrebbe anche esse-
re vero che, nel corso dei secoli o forse millenni,
il nostro vitigno si sia adattato a condizioni pedo-
climatiche così differenti da modificare la propria
struttura “anatomica”.
IL
MONTEPULCIANO
Stefano Isidori,
Presidente AIS Marche
UN IMMENSO VITIGNO, UN’ECCELLENTE UVA,
UN VINO INFINITO
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