Sommeliers 45-2018 - page 9

Vitigno di media vigoria ha un germogliamento
tardivo, ciò comporta anche un ritardo sulla matu-
razione ottimale delle uve, non solo degli zuccheri
ma anche quella polifenolica necessaria per conte-
nere la sua naturale irruenza. Ha bisogno di am-
bienti caldo-asciutti e assolati per l’ottimale ma-
turazione, motivo per cui predilige le esposizioni
tra sud-est e nord-est, dove il sole riesce a donare
calore e a regolare lo sviluppo completo degli acini.
Predilige terreni di medio impasto, profondi, me-
diamente argilloso-calcarei.
Anche se allevata in zone differenti e distanti, la
varietà è abbastanza omogenea e le piccole varia-
bili sono percepibili sulla forma del grappolo, sulla
presenza di acinellatura verde, sull’epoca di matu-
razione, sui caratteri organolettici del prodotto. Il
grappolo è di media grandezza, cilindrico e spesso
alato; l’acino è subovale, di colore nero/violaceo,
la buccia consistente e pruinosa e la polpa succo-
sa, leggermente rosata e di sapore semplice. Usato
spesso in blend con le altre uve, vinificato in pu-
rezza garantisce vini di comprovata qualità adatti
all’invecchiamento. Le colline marchigiane, che
scendono all’Appennino all’Adriatico, pettinano il
territorio a formare un susseguirsi di vallate dove
scorrono tranquilli i fiumi a carattere torrentizio.
L’area che elegge il nostro vitigno è il promonto-
rio del Monte Conero, che con i suoi 572 metri di
altezza, a picco sul mare crea una conformazione
geologica ideale all’allevamento delle viti. Sul-
le colline calcareo-cretacee che si sviluppano dal
promontorio e degradano verso ovest si estendo-
no le vigne che ospitano il Montepulciano. L’area
di produzione della DOC comprende i comuni di
Ancona, Offagna, Camerano, Sirolo, Numana e
parte di Castelfidardo e Osimo.
Scendendo nel Piceno, tra le provincie di Fermo e
Ascoli, su colline prettamente calcareo-argillose
con accezioni dove la sabbia e il limo sono più
concentrati, le vigne si elevano dagli 80 metri delle
prime colline fino ai 700 metri della fascia preap-
penninica; il clima qui è mediterraneo con estati
calde ed inverni abbastanza freddi e umidi.
Lasciato il Piceno, attraversato il Tronto, eccoci in
Abruzzo: terra magica, dove il prosieguo delle col-
line che scendono dagli Appennini e degradano al
mare ricordano gli scenari Piceni; più a sud, inve-
ce, aumentano le “alture”, i preappennini sono più
incisivi e influenzano anche le condizioni climati-
che. Qui si ergono il Gran Sasso d’Italia (2912 m),
i Monti della Majella (2793 m) e il Sirente-Velino
(2487 m): i rilievi più incisivi dell’Italia centrale.
Il terreno è prevalentemente argilloso-calcareo
con differenze sostanziale tra le varie aree, con
zone più sciolte, altre più compatte, altre ancora
con importanti presente di sedimenti minerari; il
clima è mediterraneo, anche se nelle alture interne
gli inverni sono lunghi e molto freddi con abbon-
danti nevicate.
Passando alla degustazione, il Rosso Conero è sta-
to rappresentato dal Corniolo 2016 di Vigna della
Cava, dal Primo di Tre 2014 di Angeli di Varano e
dallo Julius 2016 di Silvano Strologo. I primi due
campioni, lavorati esclusivamente in acciaio, pro-
pongono le note fruttate e floreali nette e fragranti
tipiche del vitigno con una piacevole freschezza
gustativa impattante e persistente; Julius invece,
affinato in legno, si arricchisce di sentori speziati a
renderlo ancora più elegante.
I vigneti Moncaro nel
promontorio del Conero
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