Sommeliers 45-2018 - page 13

Sfatato il mito dell’assoluta mediterraneità della
vite, nella parte del globo opposta da dove sia nata,
i cileni hanno saputo allinearsi ai più grandi Paesi
produttori come Italia, Francia e Spagna.
A prescindere da alcune varietà ormai da conside-
rare autoctone come il nero pais e il muscatel gran
parte dei loro vini nascono dai così detti vitigni
internazionali: cabernet sauvignon, merlot, pinot
nero, chardonnay, sauvignon blanc e riesling fan-
no sfoggia in ogni dove di una bella personalità ed
eleganza. C’è un altro vitigno, abbandonato dai
bordolesi dopo il nefasto attacco filosserico ma che
sembra stiano rivalutando, che è il Carmenère, or-
mai da tempo diventato alfiere dell’enologia cilena,
sposandolo soprattutto al tradizionale
Curanto
, il
piatto nazionale composto da molluschi e carni va-
rie, cotto sotto terra e ricoperto di pietre infuocate;
il cibo viene preparato un po’ con la stessa ritualità
degli Asado argentini. Alcuni degustatori conside-
rano i loro rossi un po’ marmellatosi ma di fatto
si può dire che diversi di questi godono invece di
grande finezza come i Cabernet sauvignon.
È altrettanto ovvio che gli stessi vitigni prodotti
negli aridi vigneti irrigati dell’estremo nord diano
vini alquanto diversi da quelli della Central valley
e ancor più degli altri prodotti nell’estremo sud
ricco di acque fluviali e con climi alquanto rigidi.
Del resto lo stesso fenomeno lo notiamo nel nostro
Paese; prendete il vino Chardonnay dell’alto Adi-
ge di Hofstatter e quello siciliano di Planeta e... le
differenze sono enormi, per clima, terreni e filoso-
fie di produzione.
Ritornando al Carmenère mi è d’obbligo ricor-
dare che questo vitigno sia stato prelevato nel
276 dall’imperatore romano Probo in Illiria,
corrispondente all’incirca ai territori tra la costa
dalmata e l’Albania, luogo di nascita dello stesso
imperatore e che facendolo ripiantare in Francia,
dopo il nefasto periodo di espianti viticoli della
legge promulgata da Domiziano nell’82, abbia poi
dato i natali a tutti i vitigni rossi bordolesi: caber-
net sauvignon e franc, merlot, petit verdot, e mal-
bec; così recita la storia.
Maipo Valley
La bottaia della cantina Montes
Valparaiso
Rancagua
Talca
Concepciòn
Santiago
La Serena
Valle del Aconcagua
Valle del Choapa
Valle del Limarì
Valle del Elqui
Valle del Cachapoal
Valle del Colchagua
Valle de Curicò
Valle del Maule
Bìo-Bìo
Maule
O’Higgins
Metropolitana
Valparaiso
Coquimbo
Araucanìa
Valle del Itata
Valle del Bìo Bìo
Valle del Malleco
Valle del Maipo
Valle de Casablanca
Valle de San Antonio
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