Il Conero Riserva ha visto sfilare il Grosso Agonta-
no 2014 di Garofoli, il Dorico 2013 di Moroder e il
Nerone 2012 di Moncaro. In questo caso la grandez-
za del Montepulciano è visibile fin dal colore rubino
granato impenetrabile; l’ampiezza olfattiva viaggia
dai sentori tipici di frutta rossa matura e confettura
di amarene e prugne, ad un bouquet di rose, viole e
geranio, agli speziati di liquirizia, pepe nero e vani-
glia. A riportarci sul Conero, le sensazioni salma-
stre e balsamiche a contorno della ricca ampiezza
olfattiva. Esemplari potenti, caldi, con tannini seto-
si, sapidi e di lunghissima persistenza.
Il Piceno ha messo nei calici due IGP Marche ros-
so: K’un 2015 di Clara Marcelli e Barricadiero 2013
dell’Azienda Aurora, che, come prevede il discipli-
nare, non riportano in etichetta il vitigno perché
non ammesso. Due grandi espressioni del Piceno,
ambedue biologiche, evidenziano sensazioni più
“succose”, più avvolgenti: ci troviamo più a sud
e, forse, l’irraggiamento solare porta una mag-
giore concentrazione di sostanze. Vini opulenti,
quasi neri nel colore. Il naso regala le tipicità del
Montepulciano con frutti rossi e neri maturi e un
bouquet floreale che lascia poi spazio al ginepro,
al pepe, alle erbe aromatiche, alle spezie. Potenza
e struttura che si ritrovano in bocca a suggellare la
grandezza.
L’Abruzzo ha proposto tre Montepulciano prove-
nienti da diverse provincie per permettere agli ospi-
ti di scoprire le sfaccettature del vino. Il primo, Ma-
landrino 2015 dell’Azienda Cataldi Madonna sita a
Ofena (L’Aquila): un piccolo altopiano (450 metri)
chiamato “Forno d’Abruzzo” per via degli alti pic-
chi di temperatura estiva mitigati, però, dalle cor-
renti che spirano dal vicino ghiacciaio Calderone.
Un
habitat
unico che dona al vino un fruttato croc-
cante e netto, dove amarene e visciole si alternano a
more e lamponi. La straordinaria complessità si ri-
trova anche all’assaggio con la scalpitante freschez-
za a supporto di tannini setosi e sapidi. Lo Zanna
è il Colline Teramane DOCG dell’Azienda Illumi-
nati, il più Piceno dei tre: arriva da Controguerra
sui primi contrafforti al di qua del Tronto, terreni
marnoso argillosi che sempre hanno ospitato il no-
bile vitigno. Il vino si lascia elevare in grandi botti
di rovere per 24 mesi. Subito si nota la struttura del
Montepulciano, il colore intensamente ricco di po-
lifenoli che riflette nel calice un rubino profondo.
Naso ricco di frutta rossa matura, mora, lamponi,
amarena, floreale di viole appassite e vegetale di ta-
bacco biondo: un pot-pourri estremamente elegan-
te. Stoffa ed eleganza gustativa, tannini morbidi e
setosi. Dalle colline pescaresi ci arriva infine il terzo
campione, la Riserva di Podere Castorani. Ci tro-
viamo nel comune di Alanno a 340 metri su terreno
argilloso e ricco di scheletro; le vigne, esposte a sud/
est, sono allevate a tendone abruzzese e vendem-
miate poi a inizi di novembre; la fermentazione si ef-
fettua a 30°C con “cappello” galleggiante e frequenti
rimontaggi e délestage. Dopo la mololattica, il vino
si eleva in fusti di legno. L’impronta abruzzese si
riscontra anche in questo campione: impenetrabile
colore rosso rubino, piccoli frutti di bosco, more e
lamponi, liquirizia e vaniglia, cioccolato e rosa ap-
passita e tanto altro ancora a raccontare la caparbia
potenza del vitigno. La frutta, le note balsamiche e
il tabacco riempiono la cavità orale supportata da
sferzate di calore alcolico e fresca sapidità.
In conclusione, sia nordico (anconetano), sia cen-
trale (piceno), sia meridionale (abruzzese) il Mon-
tepulciano si conferma come uno dei più grandi
vitigni del centro Italia.
I vigneti dell’azienda Cataldi
Madonna ad Ofena (L’Aquila)
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