Sommeliers Marche Magazine 48 - page 7

Su Washington occidentale il clima è
marittimo e fresco, con molta piovosi-
tà e ricco di vegetazione. Nel versante
opposto, dove si estendono la maggior
parte dei vigneti, il clima è continen-
tale, con estati aride e inverni freddi.
La maggior parte dei vigneti di Wa-
shington si trovano in questa zona,
tra Yakima Valley e Columbia.
I vitigni piùpresenti sonodi origine
bordolese come Cabernet Sauvignon,
Cabernet Franc, Merlot, Sauvignon
Blanc e Sémillon. A questi si aggiungono
lo Chardonnay, Chenin blanc e Pinot gris, ma
anche il nero Sirah sta entrando di prepoten-
za. In toto i territori di produzione oltre a Yaki-
ma Valley sono Red Mountain, Vahluke Slope,
Horse Heaven Hills e Walla walla che condivide
a sud con lo Stato dell’Oregon.
Nel versante occidentale in prossimità ancora di
Seattle la produzione interessa soprattutto il Rie-
sling, Gewürtztraminer e Pinot nero. Quasi il 70%
della produzione è in mano ad aziende molto gran-
di come la Columbia Crest, la Hills Cellars, Hogue
Cellars e Château Ste. Michelle. La qualità dei vini,
nello standard internazionale, è comunque decisa-
mente apprezzabile e con punte più alte soprattut-
to sui Merlot. E che dire degli ottimi Icewines?
Entriamo ora nel versante orientale degli Sta-
ti Uniti. Lo sapevate, e sembra incredibile, che le
vigne si piantano anche sui tetti dei grattacieli di
New York? E anche a Long Island se la sorvolaste
con l’aereo vedreste diversi vigneti.
Ma ora ci inoltreremo molto più a nord, nord-
nordovest, in prossimità del lago Ontario e le sot-
tostanti cascate del Niagara. Siamo tra Syracuse,
Ithaca e Bufalo, il triangolo d’oro dei vini dello
Stato di New York. Al tempo degli indiani Irochesi
e Algonchini cresceva un’uva nera selvatica che i
pellerossa chiamavano Catawba e probabilmente
era la progenitrice dell’uva labrusca americana (dal
latino “selvaggia”) conosciuta meglio da noi con il
nome di uva fragola, non ammessa dalla nostra
legislazione ad uso vinicolo. Del resto i Vichinghi
che approdarono a Terranova, quasi 500 anni pri-
ma di Colombo, ne segnalavano già la presenza a
tal punto da chiamare quelle terre Vinland.
Nel triangolo di cui sopra si trovano una decina di
laghi lunghi e stretti (per esattezza sono undici) da
essere denominati Finger Lakes. Sì, sembrano pro-
prio le dita delle due mani distese verso il basso.
Il clima potrebbe non sembrare dei migliori ma
se andiamo a guardare il planisfero vedremo che
questi territori rientrano tra i paralleli di produzio-
ne del Piemonte e della Champage. E comunque le
temperature non proprio al pari di quelle mediter-
ranee, ma assolutamente accettabili, favoriscono
vitigni come lo Chardonnay, Riesling, Gewürtztra-
miner con intrusione di Vidal dal Canada per rea-
lizzare gli Ice Wine e per i neri Cabernet sauvignon
Cabernet franc e Pinot nero; praticamente i vitigni
che non temono il freddo. A questi internazionali
si aggiungono gli ormai autoctoni come il Seyval
blanc, Niagara, Vignoles, Cayuga, e a bacca nera il
Baco noir, il Concord e il già citato Catawba, uti-
lizzati soprattutto per la produzione di vini dolci.
Queste varietà di uve conferiscono poi ai vini quei
profumi e gusti poco gradevoli che noi europei de-
finiamo foxy o selvatici.
Oltre al territorio dei Finger Lakes si annoverano
quali produttori quelli del lago Eire, condivisa con
l’Ohio e la Pennsylvania, e la Hudson River, per ri-
cordare ancora Long Island in prossimità di New
York. I Vini statunitensi di qualità sono controllati
dalla AVA (American Viticultural Areas) corri-
Vigneti lungo il fiume
Columbia nel tratto di confine
tra Washington e Oregon, USA
Château Ste. Michelle, Washington, USA
Finger Lakes, New York state, USA
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