Sommeliers Marche Magazine 48 - page 13

Le paladine del mare, che fino al giorno del parto,
ma anche all’età di ottanta-novant’anni, si immer-
gono con l’agilità di delfini appena venuti al mon-
do, sono state spesso raffigurate sulle policrome
stampe artistiche giapponesi, ukiyo-e, nel mentre
allattano sugli scogli i loro piccoli tra un’im-
mersione e l’altra. Si diffuse per queste loro
peculiarità la leggendaria credenza che l’aba-
lone aiutasse a preservare la giovinezza e fosse
fonte di longevità.
Le reclute ama,
oyogido
o
kachido
, operose in pros-
simità della costa, a cinque-sei metri di profondità,
si legano alle grandi ceste di bambù dove depon-
gono crostacei e frutti di mare del substrato rigido,
forti di uno specifico addestramento affrontato tra
16 e 22 anni di età oltre che di un percorso espe-
rienziale iniziato nel fiore della fanciullezza.
Mentre, le più esperte
funado
sfidano le insidie
marine fino a venti-trenta metri sotto la superficie
dell’acqua, anche per settanta volte con apnee di
due minuti nell’arco di circa due ore, alternando i
turni due volte ogni giorno in estate e una volta in
primavera e autunno, appese all’imbarcazione di
appoggio sorvegliata da un uomo, spesso il marito,
tramite un lungo “cordone ombelicale” fissato al
loro succinto vestiario.
Sono le ama funado a portare a casa i più ricchi pe-
scati sfidando punture di meduse e morsi di squa-
li. Il ricco bottino prevede aragoste, polpi, ricci di
mare, alghe, cozze ed ostriche spesso grandi come
bistecche, tanto ruvide esternamente quanto una
roccia frastagliata battuta con violenza dalle onde
e dai venti che sanno di salmastro provenienti dal
lontano orizzonte dell’Oceano Pacifico.
Ma la preda più ambita è il prelibato abalone giap-
ponese, l’
Haliotis aquatilis
, un grande mollusco
gasteropode a monovalva,
awabi
in Giappone,
considerato dai più famosi gourmet e chef stellati il
frutto di mare più esclusivo del mondo
che, a volte, può raggiungere dimen-
sioni di cinquanta centimetri, alta-
mente richiesto dal mercato asiatico e
che ora sta invadendo anche i ristoranti
stellati occidentali alla stregua di una so-
praffina rarità da affiancare al caviale,
foie gras e tartufo bianco. La sua ca-
lotta, che ricorda quella della tartaru-
ga, nasconde le perle naturali più ambite,
rarissime quelle rotonde che appaiono perfetta-
mente sferiche, poiché spesso assumono forme di
artigli o barocche, dai vividi colori seducenti che
virano dal verde al blu rivaleggiando con le vanito-
se piume della coda del pavone.
Le perle, che le conchiglie elaborano al loro inter-
no a difesa di un corpuscolo intruso o parassitario
detto nucleo, sono costituite da successivi strati
concentrici di pura madreperla secreta dal man-
tello lamelloso del mollusco, che ricopre di iride-
scente splendore le pareti interne dei bivalvi della
famiglia
pteridi
nei generi
Pteria
e
Pinctada
e di
alcuni gasteropodi marini diffusi nei mari caldi
appartenenti al genere
Haliotis
.
Da tempi remoti, il raccolto dei frutti marini venne
sfruttato non solamente per compiacere il palato,
ma anche per appagare la vanità di imperatrici e re-
gine mai sazie delle bramose voglie dei perlacei gio-
ielli formatisi liberamente nel mantello di alcune
specie di molluschi. E così fu che nel secolo scorso,
Kokichi Mikimoto, il signore delle perle coltivate
più famose della gioielleria mondiale, provenienti
esclusivamente dai molluschi Akoya (
Pinctada fu-
cata martensii
), ricercate per la loro eccellente lu-
minosità dalle classiche nuances bianche, avorio o
crema, con riflessi rosei o argentei e perfettamente
rotonde, dal fascino intramontabile, divenne il ma-
gnate più autorevole dell’industria perlifera.
Baia di Ise nella prefettura
giapponese di Mie
Giappone
Prefettura di Mie
Abalone (awabi)
13
1...,3,4,5,6,7,8,9,10,11,12 14,15,16,17,18,19,20,21,22,23,...40
Powered by FlippingBook