Sommeliers Marche Magazine 48 - page 12

Agili creature marine dalla fragile pelle nivea, si
tuffano da millenni in apnea tra i flutti dell’ocea-
no immergendosi nei gelidi abissi alla ricerca delle
preziose perle custodite fra il mantello e le carni
pregiate degli abaloni. Le ama, pescatrici di mol-
luschi in Giappone, custodi di una millenaria tra-
dizione tramandata da madre in figlia, trafiggono
le profondità come fossero amazzoni pelagiche
munite di grandi coltelli ricurvi che evocano alla
memoria i pugnali dei virili guerrieri del mito,
velate soltanto dal
tenugui
contro i colpi di sole e
dal
fundoshi
, una sorta di atavico perizoma per
coprire le pudenda e per consentire all’epidermide
di asciugarsi quanto prima al termine della pesca,
durante il tragitto di ritorno a bordo delle imbar-
cazioni spinte dalle algenti brezze marine.
“Gli uomini escono fuori a pesca. Si imbarcano su
battelli costieri, salpano per tutti i porti sui mer-
cantili, mentre le donne, non destinate a quel vasto
mondo, cuociono il riso, attingono l’acqua, raccol-
gono alghe marine e, quando vien l’estate, si tuffano
giù nel segreto fondo del mare…”
così dipinge l’uni-
verso delle ama uno tra i grandi scrittori giappone-
si del XX secolo, Yukio Mishima, nel suo romanzo
“La voce delle onde”. I loro delicati corpi, seppur
ignudi, flessuosi e tonici, sopportano meglio degli
uomini le rigide temperature dell’oceano aperto,
in virtù della distribuzione del tessuto adiposo che
difende gli organi femminili primari consentendo
una migliore omeostasi termica.
“Donne che non fiatano, non si lamentano, mentre
l’uomo seduto in barca prende il tè finché loro pe-
scano, ma quando le pescatrici tremano di freddo
e di stanchezza, è l’uomo che provvede da solo alle
pulizie domestiche”
(dal documentario “La donna
nel mondo”).
LE SENSUALI SIRENE PESCATRICI DEL GIAPPONE
Eva Kottrova
Sommelier
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