La mia quarta spedizione in Albania di fine prima-
vera in qualità di docente e degustatore si è conclu-
sa con grande soddisfazione e ricca di sorprese.
Invitato come al solito da Dashamir Elezi, Presi-
dente de la Sommellerie del Paese delle aquile il
quale abbiamo avuto il piacere diversi anni orsono
di formare nelle Marche, a realizzare alcune lezioni
e a presiedere ad un concorso nazionale sui loro vi-
ni in una sorta di Expo a Tirana sono rimasto me-
ravigliato della esponenziale crescita qualitativa.
Sì... pur vero che il
know how
enologico è in gran
parte italiano i produttori, pur nel rispetto dei
territori e tradizioni, si stanno allineando a quelli
che sono i migliori criteri enologici internazionali.
Ciò non riguarda soltanto l’utilizzo di vitigni per
l’appunto internazionali ma il prestare le migliori
attenzioni a valorizzare i loro interessanti vitigni
autoctoni.
Ricordo comunque che l’antica Illiria è stata culla
del Carmenère, del Cabernet franc e di altri viti-
gni che alcuni Paesi occidentali si son poi fatti loro.
Quindi in Albania il vino non è un fenomeno mo-
derno, ma una realtà millenaria. Poi certo, il Paese
è stato cinquecento anni sotto i Turchi e altri cin-
quanta circa sotto il comunismo più duro per cui
è facile comprendere che la nostra sacra bevanda
abbia subito diverse traversie.
Il primo viaggio lo feci una quindicina di anni fa e
da lì ad oggi ho notato, come dicevo, una bella evo-
luzione che ha portato i loro vini a presentarsi con
grande dignità. Abbiamo degustato nel concorso
circa una quarantina di questi e sono rimasto af-
fascinato da un elegantissimo rosato. I bianchi da
vitigni autoctoni sono più ammiccanti degli altri
ottenuti in parte o in toto con gli internazionali che
sforano un po’ il qualunquismo. Ottime le basi dei
rossi che richiedono però ancora una maggior cura
e attenzione negli elevage. Molto interessanti e ca-
ratteristici i bianchi prodotti a nord in prossimità
del lago di Scutari, quindi ai confini con il Mon-
tenegro. Altra grande sorpresa quelli dei territori
confinanti con la Macedonia, tra i quali si annove-
ra il bel rosato di cui sopra.
In Albania si mangia anche molto bene, sia piat-
ti di carne che di pesce, con gusti intensi, precisi
e senza frivolezze. Ottimi formaggi e fantastiche
verdure anticipano o chiudono e completano i pa-
sti e... senza parlare poi delle olive e degli agrumi.
Un doveroso ringraziamento a Dashamir Elezi per
la sempre eccellente ospitalità e gli albanesi hanno
un grande occhio di riguardo per noi italiani, ma
devo anche complimentarmi con lui per l’ottimo
lavoro svolto dalla sua Sommellerie e anche per la
bellissima enoteca bistrot che ha aperto con dei so-
ci e dirige a Tirana. Grazie Dashi e... alla prossima,
magari con una bella schiera di colleghi al seguito
per far scoprir loro i sapori dei Balcani.
PIACEVOLI SORPRESE NEI CALICI E... NON SOLO
ALBANIA
G.C.
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