Sommeliers Marche Magazine 51 - page 10

Cesare Lapadula
Delegato AIS Macerata
Vitis vernacula
, cioè una “di casa”, così è la Vernaccia
nera nelle Marche che, da sempre, abita. Se avrete il
piacere di inoltrarvi tra le colline maceratesi, nel ter‑
ritorio compreso tra i comuni di Serrapetrona, Bel‑
forte del Chienti, San Ginesio, Caldarola e San Seve‑
rino Marche, scoprirete un vitigno che ha il primato
di regalare una tra le migliori varietà di uve allevate
in regione. Il suo nome ci racconta di un’uva che è
propria “del luogo” e che nel passato è stata ritenu‑
ta affine ai sapori lontani del Grenache francese, del
Friulano rosso prodotto nel vicentino, del Cannonau
sardo dai quali tuttavia si differenzia per un’epoca di
maturazione più tardiva e per alcune diversità gene‑
tiche. Le tre specie sono catalogate distintamente nel
Registro nazionale varietà di vite. La genesi del nome
accosta inoltre la Vernaccia nera alla Vernaccia di San
Gimignano (bianca), a quella di Oristano (bianca) o
al gruppo dei vitigni Vernartsch (Schiava-rosso) alto‑
atesini. Il vitigno, oggi considerato autoctono, è iscrit‑
to fin dal 1970 al Registro Nazionale delle Varietà di
Vite e la sua coltivazione si concentra nella ristretta
zona preappenninica della provincia di Macerata.
Le sue origini si intrecciano con quelle di un meravi‑
glioso borgo arroccato sulle colline, a circa 500metri
d’altezza e affacciato sul lago di Borgiano: Serrape‑
trona. Attualmente il paese conta circa mille abitanti
e conserva intatta la sua atmosfera medioevale.
Della vinificazione della Vernaccia di Serrapetrona si
ha notizia fin dal XV secolo: si racconta che nel Me‑
dioevo unmercenario polacco, attratto dalla Vernac‑
cia prodotta nella zona, esclamasse: “
Domine, Domi-
ne quare non Borgianasti regiones nostras
” (Signore,
Signore, perché non hai fatto le nostre terre come
Borgiano? – frazione del Comune di Serrapetrona).
I vini da Vernaccia nera: Quando giunge a matu‑
razione la buccia della Vernaccia nera assume una
tonalità tra il viola intenso e il blu scuro ed è utiliz‑
zata soprattutto per la produzione del vino Vernac‑
cia di Serrapetrona spumante DOCG (dal 2004). Il
disciplinare definisce la base ampelografica in un
minimo dell’85% di vernaccia nera. Possono even‑
tualmente concorrere altri vitigni a bacca rossa au‑
torizzati nella provincia di Macerata per unmassimo
del 15%. Il titolo alcolometrico minimo deve essere
di 9,50%. Alla spumantizzazione si arriva attraverso
tre diverse fermentazioni. Nella prima le uve raccolte
vengono pigiate e dal mosto si ottiene il vino base.
Nella seconda si pressano le uve lasciate ad appassire
fino a dicembre/gennaio ed il mosto si aggiunge al
vino base precedente. Parte così una nuova fase di
fermentazione alcolica più lenta che, dopo circa due
mesi, è seguita dal processo di maturazione. Il vino
ottenuto è messo in autoclave con l’aggiunta di zuc‑
cheri e lieviti che danno luogo alla terza fermentazio‑
ne ossia la cosiddetta “presa di spuma”, con il metodo
“Charmat/Martinotti”. Raggiunte le 5 atmosfere di
sovrapressione e trascorsi altri 2 mesi lo spumante
Vernaccia di Serrapetrona DOCG è pronto per essere
commercializzato a partire dal 30 giugno dell’anno
successivo alla vendemmia. Le versioni “dolce” o
“secca” si distinguono a seconda del residuo zucche‑
rino dello spumante. In purezza o in assemblaggio
con altri vitigni, troviamo la Vernaccia nera in varie
DOC locali come: Colli Maceratesi DOC - I Terreni
di San Severino DOC - San Ginesio DOC - Serrape‑
trona DOC - Marche IGT.
ABBINAMENTI:
Il vino da uve Vernaccia nera ha
un colore rubino luminoso e di buona trasparenza,
(nella versione spumante ha una spuma rosata, per‑
lage fine e continuo). Al naso esprime un bouquet
leggermente aromatico di rosa canina, note di frutta
rossa fragrante tra cui spiccano ribes nero, mirtillo e
more, richiami speziati e folate di pepe. Il sorso è pia‑
cevolmente armonioso, con aromi fruttati e chiusu‑
ra sapida. Le DOC locali accompagnano bene i piatti
della tradizione marchigiana come i vincisgrassi, i
sughi rossi a base di carne, gli animali da cortile, gli
arrosti. La Vernaccia di Serrapetrona secco DOCG si
abbina invece a ricchi taglieri della norcineria locale
a base di ciauscolo, coppa, lonza, salame di Fabriano,
prosciutto di Carpegna o al fritto misto tipico mar‑
chigiano. Ottimo anche con i bolliti salsati.
La versione dolceDOCGesprime al meglio il suo pro‑
fumo e il suo sapore se abbinata a dessert con frutti di
bosco, crostate con marmellate di frutta rossa, dolci
secchi, biscotti, pandolci rustici e pasticceria secca.
TESORO DELLE MARCHE
VERNACCIA NERA
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