ricoperta da una glassa voluttuosa di un misto di
cioccolato fondente, panna montata e un’oncia di
Jameson. Gelato vanigliato alla Guinness, cheese‑
cake alla menta e cioccolato, ciambellone alto al
caffè e whiskey,
Irish Car Bomb cupcakes
, ma an‑
che gli sfiziosi biscottini di pasta frolla a forma di
trifoglio con glassa, ovviamente, di colore verde.
Immancabile, a San Patrizio, anche la tradizionale
crostata di mele approntata secondo l’antica ricetta
proveniente dalla Contea di Armagh a base della
cultivar
Bramley
, la
Armagh Bramley apple pie
spe‑
ziata alla cannella.
Quando il giorno volge al crepuscolo i vicoli del‑
la capitale e dei numerosi si affollano di avvento‑
ri alla ricerca di prelibate bontà da gustare, come
gli scampi della baia di Dublino oppure il salmo‑
ne PGI di Clare Island, le chele di granchio della
baia di Donegal, ma anche l’eglefino affumicato,
aringhe in salamoia, cozze, aragoste e ostriche di
Galway. Al riparo dei rigori dell’inverno, per go‑
dere del calore emanato dal caminetto del locale
pubblico più antico al mondo, il Sean’s Bar risa‑
lente al 900 d.C., occorre recarsi nel cuore dell’I‑
sola di smeraldo, nella cittadina di Athlone. Per
ritemprare il fisico e lo spirito niente di meglio
che sorseggiare un fumante calice termico di
Hot
Irish
: whiskey irlandese aromatizzato con limone,
zucchero e chiodi di garofano, diluito con acqua
bollente.
Sláinte!
Un augurio di salute che ben ac‑
compagna l’altro cocktail più celebre e robusto, l’
I-
rish Coffee
, nato in una tarda notte al ristorante del
terminal aeroportuale di Foynes, vicino Limerick,
nell’inverno del 1943, quando fu chiesto allo chef
Joe Sheridan di preparare qualcosa di corroboran‑
te per scaldare i passeggeri esausti e snervati da un
volo transatlantico richiamato dopo ore dal decol‑
lo a causa del maltempo. Con l’intento di mante‑
nere caldo il caffè corretto da una buona dose di
whiskey e un cucchiaino di zucchero di canna, lo
chef aggiunse sulla superficie della tonificante be‑
vanda un cospicuo ciuffo “termoisolante” di cre‑
ma di latte leggermente montata.
Dal Golfo del Messico, il benefico flusso marino
si espande celermente verso l’Atlantico settentrio‑
nale riscaldando le acque della baia di Bantry e al
contempo mitigando le temperie, così da permet‑
tere di ammirare in tutto lo splendore i curatissi‑
mi giardini terrazzati all’italiana di una stupenda
dimora storica di campagna con una superlativa
vista sul mare, la Bantry House, sontuosamente
arredata con mobili e cimeli antichi.
L’ampio terrazzo-portico della romantica residen‑
za che svolge anche in parte attività di bed and bre‑
akfast, contornato di colonne corinzie, è luogo ide‑
ale per contemplare la natura fiorita e apprezzare il
panorama della baia sorsando a centelli un mor‑
bido whiskey Jameson stillato in tre fasi dall’orzo
dell’entroterra, maltato e non, allungato con una
spruzzata di acqua o soda, oppure con ghiaccio in
un doppio tumbler in cristallo Waterford inciso
in linea Olann, che trae ispirazione dalla trama a
“Punto Diamante” dell’intricata rete dei muretti a
secco di confine sui piccoli campi di grano, orzo e
miglio delle ruvide Isole Aran, note nel mondo per
i millenari opifici lanieri risalenti al 750 a.C.
Durante le frequenti burrasche, seppur passegge‑
re, è pienamente appagante sorbire il classico tè
del pomeriggio in biblioteca, assaporandone len‑
tamente il gusto robusto e vivace della tradizio‑
nale miscela Assam e Ceylon, al latte o al miele
con accompagnamento di deliziosi dolcetti, dalla
tazza in nivea porcellana, lievemente iridata, di
Belleek, decorata con l’emblematico trifoglio –
shamrock
– legato allo stesso stelo, a voler simbo‑
leggiare l’identità unica e trina di Dio, il mistero
teologico della Trinità cristiana rivelato dall’evan‑
gelizzatore San Patrizio nel convertire il popolo
gaelico giunto dalla Scizia.
Bantry House
Irish coffee cake
Colcannon
Zuppa di pesce irlandese
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