Sommeliers Marche Magazine 54 - page 32

Gianni Strovegli
Sommelier
UN’ECCELLENZA ITALIANA GRAZIE A NAPOLEONE
Tranquilli! Il fondatore del Primo Impero france-
se e principale protagonista della prima fase della
storia contemporanea europea non ha “inventato”
la crema spalmabile, ma inconsapevolmente ha
contribuito alla sua nascita, grazie al miracolo ed
all’ingegno dei pasticceri e cioccolatieri piemontesi,
facendola diventare un mito ed una icona che dal
Piemonte ha conquistato il mondo.
Chi non ha infilato un cucchiaio o il dito indice del-
la propria mano almeno una volta in un barattolo
di crema spalmabile? Ma cosa c’entra quindi Napo-
leone con la crema di nocciole? Nel 1800 Torino era
considerata la capitale del cioccolato in tutta Euro-
pa. I suoi cioccolati prodotti da esperti, ingegnosi
ed inimitabili
Maître chocolatier
dell’epoca, erano
apprezzatissimi in tutte le città europee, in modo
particolare Vienna e Parigi.
Nel mentre Napoleone diventava “padrone” di
fatto dell’Europa continentale, qualcosa nella
capitale del Regno di Savoia iniziò a modifi-
carsi, ovvero Torino divenne per Napole-
one la capitale delle terre d’oltralpe, sede
amministrativa all’interno del suo Impero,
però allo stesso tempo le venivano tolti tutti
i contatti commerciali con l’Impero Britannico.
Napoleone quindi impose un embargo a Sua Ma-
està Giorgio III, i cui commercianti erano i
più grandi importatori di cacao, causando
quindi un fortissimo danno verso i pro-
duttori dei prelibatissimi cioccolatini
nati sulle rive del Po, quindi senza il
cacao niente cioccolato. Ecco allora che esce fuori
l’ingegnosità dei cioccolatieri torinesi che, per sop-
perire la mancanza di cacao, trovarono la soluzione
negli abbondanti e famosi noccioleti delle Langhe,
il cui prodotto ora è diventato “Tonda Gentile delle
Langhe (sinonimo Trilobata) IGP”. La polvere della
nocciola macinata risultò molto simile a quella del
cacao e poté essere lavorata quindi allo stesso modo,
per questa sua sorprendente qualità venne conside-
rato un ottimo prodotto da “taglio” o per “allunga-
re” le materie prime utilizzate. Soprattutto per ne-
cessità e quindi per caso nacque il
Giandujotto
, un
simpatico e buonissimo cioccolatino, la cui forma
assomigliava al cappello di Gianduja, maschera di
Torino e mito risorgimentale dei piemontesi.
Ma cosa hanno in comune il giandujotto e la crema
spalmabile? Hanno entrambi gli stessi ingredienti,
ma cambia il tipo di lavorazione. Appena si con-
cluse il secondo conflitto mondiale ed esattamente
nel 1946, il pasticcere albese Pietro Ferrero elaborò
una sua ricetta originale composta da pasta di caco
e pasta di nocciole, realizzando un panetto dolce
denominato
“Giandujot”
, molto costoso e destinato
quindi ad essere consumato solo dai ricchi durante
le feste. Cinque anni più tardi il delizioso panetto
sopra citato, venne trasformato in un nuovo pro-
dotto: una crema più facile da spalmare rispetto
al suo predecessore e venne chiamato
Supercrema
,
un prodotto molto più cremoso, più “spalmabile” e
meno costoso, tale da diventare accessibile e con-
sumato da una maggiore quantità di popolazione.
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