UN VINO CHE UNISCE
Cosa accomuna quattro giovani produttori del fer-
mano e un altrettanto giovane enologo? La volontà
di far emergere un territorio, la voglia di valorizza-
re, anche in senso economico, il loro lavoro.
E così, una sera d’inverno del 2016, invitati dall’a-
mico enologo, Matteo Lupi, i “quattro cavalieri”
delle colline fermane si ritrovano attorno a un ta-
volo ad assaggiare, disquisire, riflettere, riguardo
alcuni dei più blasonati vini italiani ed europei (Ba-
rolo, Brunello di Montalcino, Borgogna e Borde-
aux) cercando di individuare quali potessero essere
i particolari che hanno reso così interessanti e no-
tevolmente apprezzati questi grandi vini ed escogi-
tare il percorso da intraprendere per arrivare a quei
risultati. Parla qui, discuti là, ragiona su, rifletti giù:
ecco l’idea! Creare una identità diversa al vitigno
più coltivato delle Marche, il sangiovese.
Sulle colline fermane, per via dei terreni piuttosto
sciolti e calcarei, il vitigno diventa molto vigo-
roso. Le radici non hanno difficoltà a penetra-
re in profondità e a raccogliere i nutrienti che
gli permettono di essere molto produttivo:
questo è uno dei motivi che indussero i nostri
avi a coltivarlo in modo esclusivo, in questi
terreni produceva moltissima uva e, di conse-
guenza, moltissimo vino. I grappoli che cresco-
no su queste colline presentano una doppia fila di
acini, quelli esterni, grazie all’esposizione al sole,
raggiungono una perfetta maturazione fenolica; la
fila sottostante, nonostante gli sforzi, rimane con
la buccia poco invaiata anzi, a dire il vero, verde.
Già da tempo i nostri giovani cavalieri vinificavano
in bianco questi grappoli, chi faceva una ottima ba-
se spumante, chi lo assemblava a uva pecorino sur-
maturata, chi semplicemente lo usava nei tagli o lo
vendeva sfuso. L’amico enologo li invogliò a parte-
cipare a un nuovo progetto che potesse raggiungere
facilmente l’obiettivo: utilizzare la vinificazione in
bianco del sangiovese per identificarsi in qualcosa
di unico, irripetibile altrove, costruendo un’imma-
gine che individuasse il prodotto. Ora mancava il
nome, il marchio. Dopo giornate passate a pensare,
l’intuizione arriva al meno autoctono dei quattro:
scrisse sul gruppo WhatsApp “
ma come si dice in
dialetto fermano quanto uno si veste di bianco?”
, gli
altri tre, all’unisono risposero
“De viango!”
Dal progetto sono nate diverse iniziative per far co-
noscere questo nuovo frutto della terra, presenta-
zioni, degustazioni, cene. Poi, Covid! La ripartenza
l’hanno voluta affidare ai futuri professionisti della
ristorazione. Hanno contattato il sottoscritto, in
qualità di insegnate presso l’Istituto Enogastrono-
DEVIANGO
Gli appetizer realizzati per
accompagnare i cocktail
a base di Deviango
Stefano Isidori,
Presidente AIS Marche
Piceno Spritz
Autore:
Mattia Cardinali
•
ml 50 Deviango Geminiani
•
ml 25 Bitter Meletti
•
ml 50 Gassosa Paoletti
Decorazione:
fetta essiccata
d’arancio biondo del Piceno, nastro di
buccia di limone, pane del Piceno.
Ghiaccio a cubetti, cannuccia.
Attrezzatura:
tumbler basso, stirrer,
strainer, jigger.
Procedimento:
si prepara con la
tecnica build.
La Speranza di Nico
Autore:
Marco Biancucci
•
ml 100 Deviango Vittorini
•
ml 20 Anisetta Meletti
•
N. 5 Fragole a pezzi
•
N. 5 Lime a pezzi
•
Soda a riempire
Decorazione:
fragola disidratata,
ramoscello di lavanda, fiore di anice.
Ghiaccio pilée, cannuccia.
Attrezzatura:
old-fashioned, stirrer,
strainer, jigger, madler.
Procedimento:
tecnica muddle.
Dama Cocktail
Autore:
Aurora Milani
•
ml 100 Deviango Geminiani
•
ml 50 succo d’arancia biondo del
Piceno
•
ml 50 Mandarino Meletti
Decorazione:
affumicatura al limone
pane del Piceno e fette disidratate.
Ghiaccio a cubetti, cannuccia.
Attrezzatura:
shaker, calice ballon,
stirrer, strainer, jigger.
Procedimento:
si prepara con la
tecnica shake.
Belle Époque
Autore:
Sandro Spaccapaniccia
•
ml 50 Deviango Vittorini
•
ml 10 Sciroppo di pesca
•
ml 40 Vodka
•
Acqua gassata a completare
Decorazione:
spiedino di frutta
Ghiaccio a cubetti
Attrezzatura:
shaker, calice a coppa,
stirrer, strainer, jigger.
Procedimento:
si prepara con la
tecnica shake.
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