La Franciacorta è molto di più di quanto si pos-
sa pensare: è allo stesso tempo territorio vinicolo e
turistico, luogo dove religione e laicismo si alterna-
no, ricca di palazzi, castelli, abbazie e paesaggi na-
turalistici straordinari, vissuta nei secoli come luo-
go di villeggiatura per riposare il corpo e la mente.
Il nome Franciacorta deriva da «francae curtes»,
ovvero corti franche. Dopo l’arrivo dei Mona-
ci Cluniacensi nell’XI Secolo, infatti, l’area venne
esonerata dal pagamento delle tasse.
Una momento fondamentale nella storia della
Franciacorta è la citazione del 1564 all’interno del
volume scritto da Agostino Gallo, agronomo
ante
litteram
, dal nome “Dieci giornate della vera agri-
coltura e dei piaceri della villa”, nel quale si cita
un’uva chiamata Albamatta, riconducibile all’o-
dierno Erbamat, da poco tempo entrato a far par-
te dei vitigni utilizzabili per produrre Franciacor-
ta. Nello stesso testo Gallo parla anche del Cisiolo,
un bianco da uve nere, che restava dolce per mesi
per poi riprendere il suo percorso fermentativo; il
nome Cisiolo è arrivato ai giorni nostri, utilizzato
da alcuni per descrivere i blanc de noirs.
Pochi anni dopo, nel 1570, il medico bresciano Gi-
rolamo Conforti pubblicò un volume, dal nome
“Libellus de vino mordaci”, descrivendo con pe-
rizia i vini effervescenti e particolarmente freschi
di queste zone, definendoli mordaci, cioè briosi e
spumeggianti. Il volume propone una citazione
quanto mai attuale e veritiera: “la natura non ha
donato nulla di più utile del vino all’uomo”, poiché
egli analizzò, da medico, gli effetti del vino sull’or-
ganismo.
La storia recente, punto di partenza per la costru-
zione del successo che riscuote oggi Franciacorta,
inizia negli anni ‘50, quando da una semplice con-
sulenza si instaurò un rapporto capace di gettare
le basi per una produzione di alto profilo. Guido
Berlucchi e Franco Ziliani, il primo agiato signore
di campagna con problemi di stabilità nella pro-
duzione del suo vino bianco, con la passione per la
musica e per il bien vivre, l’altro giovane enologo
che, una volta dati i consigli per correggere il vino,
con una certa sfacciataggine, chiese a Berlucchi se
volesse seguirlo nel produrre uno spumante “alla
moda dei francesi”.
Nel 1961 presero vita le prime 3000 bottiglie di Pi-
not di Franciacorta. Sulla scorta di quanto fatto da
Berlucchi e Ziliani diversi altri produttori credet-
tero alla produzione di vini rifermentati in bot-
tiglia, nel 1967 nacque la DOC e nel 1990 venne
fondato il consorzio di tutela, che vide la firma dei
primi 29 produttori. Nel 1995 l’ottenimento della
DOCG per i soli vini effervescenti, a suggellare un
percorso dedicato all’alta qualità. Il resto è storia
recente: oltre 120 aziende, 20 milioni di bottiglie
vendute nel 2021 e diversi altri riconoscimenti,
bruciando le tappe, ottenendo riscontri incredibili
in un lasso di tempo ridotto, se proporzionato ai
tempi della natura.
FRANCIACORTA
IL GIOIELLO DELLE CORTI FRANCHE
Nicola Bonera
AIS Lombardia
Castello Bonomi
Tenute In Franciacorta,
Coccaglio (BS)
18