Sommeliers Marche Magazine 64 - page 8

La Ciorba è il piatto più tipico rumeno e si tratta di
una zuppa di fagioli con carne di maiale affumicata,
ma può essere realizzata anche con pollame, vitello,
a volte anche con trippa e funghi e in molti casi solo
vegetariana. La Zacusa di melanzane, fagioli e fun-
ghi ma anche di pesce. La Sarmale che è un involtino
di foglie di verza farcito di riso, verdure, carni maci-
nate e ben speziato. La Torchitura si compone di
salsicce, pancetta cotte nello strutto e affiancate
da polenta, sott’aceti, formaggi e uova fritte. I
Mici Mititei sono involtini di carni macinate com-
poste da maiale, pecora, vitello e molto speziati.
Fra i dolci più famosi troviamo i Papanasi, piccole
ciambelle ottenute da una sorta di formaggio simile
alla ricotta e ricoperte di crema acida e confettura di
mirtilli e ancora tra i più famosi troviamo i Krustos,
se vogliamo dal nome ancora più complesso, il cui
impasto viene arrotolato su degli spiedini di largo
diametro e dopo essere ricoperti di zucchero questo
viene fatto caramellare rosolandoli sulle braci.
La cucina moldava è molto affine alla rumena seppur
vi sia stata in passato una certa influenza da quella
russa e ucraina. Molto popolari le minestre fredde
Okroshka e la polenta con formaggio grattugiato.
Fra le carni c’è largo consumo di quelle di agnello
come anche lo spezzatino di pollo e tacchino servito
con salsa di albicocche. Tra i piatti preferiti vi sono
le frittate con cipolla e patate grattugiate ed anche
qui si producono diversi involtini di verdure farcite di
carne. Gode di molti apprezzamenti il loro antico for-
maggio fresco Brynza ottenuto da latte di pecora. La
pasticceria si basa essenzialmente su crostate a base
di frutti di sottobosco.
LA CUCINA RUMENO-MOLDAVA
I tunnel sotterranei della
cantina Milestii Mici, Moldavia
moldavo Stefano figlio di Bogdan II si chiama
Ştefan Vodă. Trovandosi lungo il corso del fiume
Dniestr e l’influenza anche del Mar Nero i vigne-
ti piantati sono essenzialmente di rara neagra dal
quale si ottengono ottimi vini rossi riconosciuti
tra i migliori del Paese.
Fra tutti i vigneti moldavi sembra che i più noti si-
ano però quelli del villaggio Purcari. Anche qui
misero le mani i Romanov e si dice infatti che nel-
la prima metà dell’800 l’Imperatore Nicola I volle
farvi costruire la prima cantina che doveva rifor-
nire la casa reale russa.
Nelle produzioni di cantine artigianali di ultima
generazione, che quindi seguono maggiormen-
te le nuove tecniche di produzione e condotte da
giovani e valenti enologi, si annoverano quella di
Gogu Winery produttori tra i vari vini di quello
che è riconosciuto come il miglior Sauvignon mol-
davo. La cantina Equinox e la Terres Noirex si di-
stinguono invece per le loro ottime produzioni di
rossi ottenuti da blend di vitigni bordolesi dove en-
tra spesso l’autoctono rară neagră.
C’è da dire infine che Romania e Moldavia (Mol-
dova) si fondono sia nelle tradizioni che nella sto-
ria e la lingua in quanto facenti parte dello stesso
principato risalente alla metà de XVI secolo. Per
ben 300 anni dal XVI al XIX secolo i due Paesi al-
lora unificati soggiogarono sotto l’impero ottoma-
no, per passare poi sotto l’amministrazione rus-
sa fino al 1991. Concludo dicendo che ambedue i
Paesi sono, sotto molti aspetti, molto più interes-
santi di quanto si pensi.
Ciorba
Papanasi
Cantina Milestii Mici, Moldavia
Okroshka
Sarmale
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