Sommeliers Marche Magazine 64 - page 14

LE CATTEDRALI DEL VINO
CANELLI
Metti un pomeriggio assolato di fine agosto, un we-
ekend che ti porta in Piemonte, un contatto privi-
legiato che ti apre le porte di quella che i siti indica-
no come “Cattedrale del vino”. Così inizia una tre
giorni in Piemonte voluta solamente per andare a
trovare una delle figlie in stanza a Torino. Un tra-
gitto piuttosto lungo dal sud delle Marche e allora
perché non fare una sosta durante il percorso e, co-
me di consueto per un cocciuto sommelier, fermar-
si in visita in una cantina?
Eccoci quindi arrivati da Luigi Coppo. Siamo a Ca-
nelli un po’ in anticipo e per sgranchirci le gambe
dopo tutta la strada, facciamo quattro passi e ci im-
mergiamo in un’atmosfera piena di storia e bellez-
za, questa è l’aria che si respira!
Torniamo indietro e troviamo l’enologo Gianma-
rio Cerutti ad accoglierci e ad accompagnarci in un
viaggio meraviglioso. Prima di avviarci nella parte
storica, Gianmario ci racconta che l’azienda è stata
fondata nel 1892 da Pietro Coppo. Egli subito intra-
vide le potenzialità di questo territorio e volle segui-
re tutta la filiera produttiva, dalla vigna alla vendi-
ta. In quell’epoca Canelli era un punto fondamen-
tale dello sviluppo enologico piemontese e qui, nel-
la seconda metà dell’800, vide la luce il primo spu-
mante italiano rifermentato in bottiglia ottenuto da
uve moscato: questa scommessa cambierà la storia
enologica dell’astigiano.
Proprio a Canelli il professor Federico Martinotti
mise a punto il suo metodo: le grandi cisterne per
la spumantizzazione. Pietro sposa Clelia Pennone,
erede delle cantine Pio Pennone, che si aggiungo-
no a quelle di Coppo situate nel centro di Canelli,
sede dell’attuale azienda. È qui che furono scavate
a mano nel XVIII secolo quelle gallerie e quei cuni-
coli che oggi sono conosciuti con il nome di “Cat-
tedrali Sotterranee”. Nel 2024 sono state dichiara-
te dall’Unesco Patrimonio Mondiale dell’Umani-
tà dell’area “paesaggi vitivinicoli di Langhe Mon-
ferrato Roero”. Un patrimonio materiale e imma-
teriale perché il mondo del vino e dell’uva ha mo-
dificato, forgiato e condizionato la conformazione
del territorio e dell’economia della zona.
La Coppo è una delle quattro cantine storiche in-
sieme a Gancia, Contratto e Bosca. Il nucleo del-
le gallerie è addossato alla collina e vi si snodano
dentro. Solamente la Gancia, situata nella parte
bassa del paese, ha le gallerie sotto i palazzi nelle
vicinanze della stazione anzi, a dire la verità, è stata
l’azienda a contribuire all’arrivo della ferrovia per
poter movimentare meglio le decine di migliaia di
bottiglie che venivano prodotte.
Stefano Isidori
Presidente AIS Marche
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