La prima annata presa in esame, il 2007, ha subito
il caldo eccessivo dell’estate, creando difficoltà al
merlot. Dal colore rosso rubino vivo, il primo na-
so rileva uno spiccato varietale di piccoli frutti ros-
si e l’erbaceo di peperone, seguito da evidenti com-
binazioni speziate con fine tostatura e un ritorno
di eucalipto. Al palato è solido, piacevole e con un
tannino vivo e sottile.
Il 2006, un’annata equilibrata, ha portato ad ave-
re frutti perfetti. Alla vista è rosso rubino virante
al granata. Il naso è orientato a frutti neri in con-
fettura, con accenni tostati del legno e speziatu-
ra incisiva con chiusura mentolata. Al palato ha
un ricco tocco acido e tannico e una certa roton-
dità, con lunghezza sorprendente che rimanda ad
erbacei e cuoio.
Il 2005 è stato caratterizzato da intense
piogge settembrine che hanno causato
una rilevante selezione in vendemmia
causando una minore resa in prodotto.
Il colore si presenta evoluto di un inten-
so rosso granato. Presenta una grande
vivezza al naso con note di spezie par-
ticolari come cherry e curcuma, ma an-
che bacche di ginepro e alloro, seguite
da note fruttate di cassis e more di
rovo e un floreale disidratato. Al
palato sembra “grasso”, piacevol-
mente morbido, con un tannino
levigato e integrato in maniera
straordinaria con una chiusura
balsamica e minerale.
Si è poi arrivati all’annata consi-
derata tra le migliori del decen-
nio, il 2004, che sancì la defini-
tiva “notorietà” della cantina e
donò un vino ricco ed elegante.
Granato intenso con leggere sfu-
mature aranciate. L’olfatto, in-
tenso e complesso, è ricco di note
evolute che ricordano la liqueri-
zia, il sottobosco e il fungo disi-
dratato, accompagnate da frut-
tato di prugne in confettura e
sensazioni speziate ben integra-
te. Il palato, di grande equilibrio
qualitativo, denota un tannino
fine ed evoluto, con apporti di
mineralità speziata.
Quella del 2003, caratterizzata da un’estate ve-
ramente calda, è pura “energia”, con come rile-
va Muccioli. Compatto rosso granato integro, che
volge all’aranciato. Il naso, fine e complesso, si per-
cepisce profumi di frutti cotti, peperone arrostito,
e una bella evoluzione che richiama il pellame, il
medicinale, la radice di rabarbaro. Al gusto si pre-
senta muscoloso, ricco, grasso, levigato, con tanni-
ni morbidi, graziosa acidità e sapidità, con un’im-
portante persistenza.
Gran finale con il 2001, stagione altrettanto calda.
Vivo nel colore granato che volge all’aranciato. Al
naso le note fruttate evolute si fondono a intensi ri-
cordi di erba secca, di minerale, di balsamico e di
spezie. Ancora una bella tostatura, il varietale di
peperone maturo, resina e copale, molto comples-
so. Al palato ha un equilibrio sorprendente. Roton-
dità, pienezza e lunghezza lo descrivono alla mera-
viglia e in tutto questo, l’alcol si avverte comunque
poco. Come direbbero i francesi: chapeau”.
E se prima del saluto finale Andrea Muccioli, ha
voluto ringraziare i ragazzi che concretamente la-
vorano in cantina, l’enologo Cotarella ha lancia-
to una sfida: “Il prossimo anno facciamo una de-
gustazione di quattro bordolesi più il Montepirolo
senza sapere prima di che vino si tratta. Ci sarebbe
sì da ridere, ma anche da piangere quando parago-
neremmo i loro prezzi al nostro”.
Stefano Isidori con Riccardo
Cotarella (sinistra), enologo
dell’azienda San Patrignano
(foto a lato)
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