Sommeliers Magazine Marche n. 26 - page 17

B
orgogna
Un viaggio tutto in lunghezza partendo dalla Yon-
ne, patria dello Chablis scendendo fin quasi alle
spalle di Lione. La Borgogna è patria di tutti i vini:
dai grandissimi bianchi da Chardonnay ai più
esclusivi Pinot neri. Quando si pensa ad un grande
Chardonnay non si può fare a meno che pensare ad
uno Chablis. Ma non facciamo di tutta un erba un
fascio. C’è Chablis e Chablis: da quelli economica-
mente più cip come i
Petit Chablis
che rappresenta-
no la base, insieme alla denominazione
Chablis,
e
poi ancora parecchi
Premier Cru
fino ad arriva-
re ai 7
Grand Cru Climats
come il Grenouilles, il
Bougros, Les Clos, Valmur, Blanchot, Les Preu-
ses e il Vaudèsir (ricordo che il criterio dei Cru
in Borgogna è diverso dal Bordeaux).
Questi sono gli Chardonnay per eccellenza a
livello mondiale. Che poi il vitigno sia versatile
e cresca anche in mezzo alle zucchine in Sicilia
o nei deserti cileni è un altro paio di maniche.
Nessuno potrà dire di conoscere lo Chardonnay se
prima non ha degustato uno dei vini di cui sopra.
Ma a circa metà Borgogna nella
Côte de Beaune
ne
troviamo altri straordinari. Mi riferisco ai Mon-
trachet con i suoi
Cru Climat
: Chassagne
Montrachet, Puligny Montrachet, Batard
Montrachet e Criots Batard Montrachet,
grandissimi rari Chardonnay considera-
ti al pari dei migliori Chablis e a volte supe-
riori, risultato di una complessa elaborazione
del territorio borgognone. Un po’ più giù, nel
Maconnais, altre tre stelle brillano nel firma-
mento dei bianchi di Borgogna dove ancora
protagonista è lo Chardonnay. Sono il Pouilly
Fussè, primo assoluto in zona, seguito dai degni
Pouilly Vinzelles ed il Pouilly Loché.
Entrando nel pianeta dei rossi dove domina il Pi-
not Nero l’argomento diventa più complesso. Ri-
torniamo a nord e fermiamoci a sud dello Chablis
per entrare subito dopo nella
Côte du Nuit
che altro
non è che una sorta di enclave della
Côte d’Or
.
Vi ricordate che cos’è la Romanee? Bene! Questa è
la culla dei più grandi rossi al mondo a base di Pi-
not Nero. Sono nella zona della Vosne Romanée ed
i più celebri ed esclusivi sono il Romanée Conti, La
Tâche, Echezeaux, Grand Echezeaux, Richebourg
e Romanée St. Vivant. Soltanto per una bottiglia
del primo di questi la carta di credito non sarà ac-
cettata se non sarà una gold o una platinum.
Ma correndo lungo la Côte d’Or incontrerete an-
cora grandi rossi: Clos de Vougeot, Nuit St. Geor-
ge, Fixin, Gevrey Chambertin, Morey St. Denis,
Chambolle Musigny, Aloxe Corton e nella Beaune
i fantastici Pommard, Volnay ed i Mersault, que-
sti ultimi altri famosi vini bianchi. Ricordo che la
Borgogna produce una considerevole quantità di
Crémant e sono disponibili altre uve bianche come
il Pinot Aligoté.
Ma c’è ancora un’altra affascinante denomina-
zione di vini rossi nel Maconnais molto spesso
prodotti in versione nouveau en primeur, quelli
messi in commercio il terzo giovedi di novembre e
sono i Beaujolais con i suoi 10 Cru: Brouilly, Côte
de Brouilly, Morgon, Chirouble, Fleurie, Juliénas,
Moulin au Vent, Chènas, Saint Amour e Regnié.
Ricorderete sicuramente che le uve da cui sono
prodotti è il Gamay, il quale se uvaggiato con il Pi-
not Noire da origine al Pinot pas tout grain.
Ma concludo questa prima parte ricordando che i
grandi veri Beaujolais sono quelli non macerati ma
da bere comunque giovani.
Au revoir!
Chateau de Rully, Borgogna
(foto in basso a destra)
Il grande Romanée Conti
Alsazia
Bourdeaux
Borgogna
Champagne
Provenza
Roussillon
Valle della Loira
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1...,7,8,9,10,11,12,13,14,15,16 18,19,20,21,22,23,24,25,26,27,...40
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