La decima giornata dei Sommelier AIS Marche a
Tipicità, svoltasi nel nuovo Centro Fieristico Fer-
mo Forum il 17 marzo, ha di nuovo bissato il suc-
cesso degli scorsi anni.
Alle dieci della mattina un centinaio di soci som-
melier e più di duecento alunni del locale Istituto
Alberghiero hanno affollato la sala meeting Raffa-
ello per assistere al
talk show
dal titolo
“Gli inter-
nazionali nelle Marche: tutti li fanno e nessuno
ne parla”
.
Nel tempo degli autoctoni per antonomasia, si con-
tinua in tutte le Marche la coltivazione di uve che
sono arrivate, diverse centinaia di anni fa, da altri
luoghi e che da noi esprimono caratteri unici legati
al terroir Marche. Dal pesarese all’anconetano, dal
maceratese all’ascolano, abbiamo parlato di vitigni
internazionali.
Sul palco oltre al nostro “anfitrione”, il Maestro
Gualberto Compagnucci, a fare da conduttore-
moderatore della chiacchierata, il dottor
Luigi
Mancini
di Fattoria Mancini di Pesaro; il dottor
Francesco Pennesi
enologo dell’azienda macerate-
se Boccadigabbia; il professor
Alessandro Monta-
nari
docente di geologia alla Berkeley University;
il dottor
Giancarlo Soverchia
agronomo e enologo
marchigiano; il dottor
Sergio Cantoni
direttore
del Consorzio Vini Valcalepio, zona lombarda che
ha fatto dei vitigni internazionali il proprio credo e
utilizzandoli nella DOC.
Dalle relazioni, sia del dottor Mancini sia da quel-
la del dottor Pennesi, è stato evidenziato che nelle
Marche gli internazionali non sono proprio dei no-
vellini, ma presenti oramai da alcuni centinaia di
anni. Lo stesso Mancini ricorda che la sua famiglia
si occupa del Pinot Nero da quattro generazioni, e
quando hanno acquistato i vigneti, il Pinot era già
grande e rigoglioso, non hanno fatto altro che con-
tinuare l’allevamento di quello che avevo trovato.
Anche il dottor Pennesi rammenta la storicità della
presenza dei vitigni internazionali negli areali tra
Civitanova Marche e Porto San Giorgio, abitati fin
dall’800 da francesi (vedi Villa Bonaparte a Porto
San Giorgio).
A confermare le potenzialità della coltivazione de-
gli internazionali sulle colline marchigiane anche
le parole del dottor Soverchia e del professor Mon-
tanari, il primo in veste di agronomo, il secondo
di professione geologo, entrambi hanno sottoline-
ato le caratteristiche pedologiche delle nostre terre
ideali alla coltivazione della vite e, in alcune zone,
ancor di più la fa la stratificazione dei vari substrati
ha renderle particolarmente ottimali per l’alleva-
mento anche dei vitigni alloctoni.
Efficace anche la testimonianza del dottor Cantoni,
direttore del Consorzio Tutela Valcalepio, che ha
voluto evidenziare il rapporto tra areale e vitigno
che, come in Valcalepio, se in perfetta simbiosi do-
na prodotti di grande personalità. In Valcalepio la
volontà di utilizzare gli internazionali arriva negli
anni ’70 del secolo scorso, la certificazione della
DOC puntava sulla valorizzazione del territorio,
scegliendo poi i vitigni che per gli esperti del tempo
esprimevano meglio le potenzialità di quelle colline
di Stefano Isidori, Delegato
AIS Fermo e Porto San Giorgio
UNA GRANDE GIORNATA AIS A FERMO
TIPICITÀ 2014
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