Sommeliers Magazine Marche n. 39 - page 32

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È questa l’ipotesi più accreditata sull’etimologia del
termine. Infatti sul Monte Conero, detto appunto
monte dei corbezzoli, cresce rigogliosamente que-
sto albero che produce piccoli e golosi frutti rossi.
Il promontorio del Conero è un paradiso naturale
che prende il nome dall’omonimo monte, alto 572
metri slm, ed è l’unico tratto di costa rocciosa cal-
carea a picco sul mare lungo tutta la costa adriatica
da Trieste al Gargano.
Un’area talmente bella e preziosa dal punto di
vista naturalistico, che negli anni ‘80 si decise di
istituire il Parco Regionale del Conero per la sua
salvaguardia e valorizzazione. È proprio qui che il
Montepulciano ha trovato le condizioni ideali per
esprimersi al meglio regalandoci dei vini unici.
Piuttosto singolare il fatto che a ridosso del mare si
coltivi quasi esclusivamente quest’uva a bacca ros-
sa mentre spostandoci verso l’interno troviamo il
bianco per eccellenza, il Verdicchio.
Un paradosso spiegato in parte dalle caratteristi-
che di adattabilità di due vitigni ‘esigenti’, ed in
parte anche dalla leggenda. Si narra infatti che i
pescatori un tempo rimanessero in mare anche per
più giorni e quindi avessero bisogno di un vino che
desse loro forza e che si conservasse bene. Per que-
sta ragione si preferiva coltivare il Montepulciano
che tra l’altro produceva anche ottime rese.
Ma le origini storiche della coltivazione della vite
nella zona del Conero sono in realtà molto antiche,
infatti i Greci Siracusani, che fondarono la città di
Ancona nel 387 a.C., lasciarono evidenti tracce di
viticoltura ed in quel periodo avviarono fiorenti
traffici con la Grecia. Quindi all’arrivo dei Romani
nel 268 a.C. la viticoltura era già fiorente e lo stes-
so Plinio il Vecchio loda i vini di Ancona, infatti
afferma che “sul mare Adriatico si può citare, fra
gli altri, il vino ‘Pretoriano’ prodotto nella zona di
Ancona”. Anche il geografo e storico greco Stra-
bone li definisce eccellenti e vellutati, e ancora,
Apicio Marco Gavio, personaggio romano di arte
culinaria, ricorda un vino
“anconetanum”
, rosso e
piuttosto corposo.
CONERO, DAL GRECO KÒMAROS, CORBEZZOLO
NELLE TERRE
DEL (ROSSO)CONERO
Enzo Torelli, Sommelier
Foto di Enzo Torelli
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