Sommeliers Magazine Marche n. 39 - page 24

Siamo a San Martino della Battaglia, nei pressi di
Desenzano del Garda,sulla sommità della torre
monumentale che si erge all’interno del Parco del
Risorgimento e stiamo godendo di uno spettacolo
che rigenera la mente, rilassa l’animo e distende
lo sguardo: sullo sfondo la rassicurante presenza
del monte Baldo, all’orizzonte il verde acceso delle
colline moreniche che contrasta con l’azzurro del
lago, sul viso il tepore del primo sole primaverile, e
appena sotto di noi, tutto intorno alla torre, un pa-
norama altrettanto mozzafiato e che ci sorprende
piacevolmente: 20 ettari di vigneto sapientemente
e magistralmente curati, che si stendono a perdi-
ta d’occhio,su tutta la collina, fino a tuffarsi in
quello stesso splendido lago.
Siamo nella tenuta Ca’ dei Frati, azienda che da
ben tre generazioni si occupa di vino (e non
solo): 2.500.000 bottiglie, 170 ettari totali, dove
a farla da padrone è il Trebbiano di Lugana,
(antica Turbiana, vitigno autoctono del Gar-
da) parente stretto del Trebbiano di Soave; si
tratta di vitigni eclettici, che danno buoni ri-
sultati non solo nei bianchi classici, dai pro-
fumi delicati e dalla struttura elegante, ma
anche nella produzione di spumanti metodo
classico, passiti e vendemmie tardive.
In passato si è attribuito al Trebbiano di Lugana
una parentela con il Verdicchio dei Castelli di Jesi,
ma recenti approfondimenti hanno dimostrato
che il Turbiana differisce da questo per carat-
teri aromatici specifici, oltre che dal punto di
vista fenologico ed agronomico. Qui il terreno,
vocato, come quello tra Desenzano, Sirmione e
Peschiera, alla produzione del Lugana, è però
meno pianeggiante ed è composto da argille
più sabbiose che, con la presenza di elementi
ghiaiosi, conferiscono ai vini una mineralità
meno spiccata ma maggiore freschezza ed
equilibrio, mentre la presenza del lago, che
mitiga il clima, dona caratteristiche di sa-
pidità, freschezza ed aromi che altrove solo
l’escursione termica è in grado di dare.
L’azienda ha una grande attenzione nel processo
produttivo, dalla vendemmia manuale, alla pres-
satura soffice, allo scarso uso di nitrati e nitriti,
all’impiego dell’anidride carbonica per inibire
la fermentazione,e la sapiente scelta di un enolo-
go della zona fanno sì che i vini non abbiamo un
carattere internazionale ma piuttosto rispecchino
l’anima del luogo dal quale provengono, salva-
guardandone così il legame.
La cantina è un gioco di vetrate colorate, affre-
schi e cieli stellati che conducono in un’immensa
bottaia, dove efficienza, estrema pulizia ed ordine
sono coniugati con una grande raffinatezza, cura
del dettaglio e piacevolezza, il tutto perfettamente
inserito all’interno dei vigneti che contornano il
casolare di inconsueta bellezza.
È nel 1939 che Felice Dal Cero acquisisce questa
proprietà, della cui esistenza si ha già notizia in
un documento del 1782:
“Casa con Cantina in Lu-
gana, nel Tener di Sirmione, nota come Luogo dei
Fratti”
, dando seguito al lavoro del padre Dome-
nico, viticoltore nella Valpolicella. Suo figlio Pietro
continua la sua opera e si impegna per la nascita
della DOC Lugana, lasciando il testimone ai figli
Igino, che si occupa della cantina, Gian Franco,
che lavora soprattutto invigna ed Anna Maria, im-
pegnata nell’amministrazione.
CA’ DEI FRATI
FA TESORO DEL PASSATO E GUARDA AL FUTURO
Vanda e Domenico Balducci
Pian di Castagnè dove nasce
l’Amarone Pietro Dal Cero.
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