Sommeliers Magazine Marche n. 41 - page 22

La popolarità crebbe vertiginosamente anche in
virtù della diffusione del “Movimento della tem-
peranza” che previde l’astinenza totale dall’alcol.
Proliferarono le Sale da Tè accessibili ormai anche
alle donne non accompagnate dai relativi gentiluo-
mini, favorendo inoltre l’avvio del lungo percorso
irto di ostacoli per la conquista dell’uguaglianza
giuridica e la parità dei diritti.
Sorseggiando con garbo del tè fra amiche o nobil-
donne, oppure in gruppi organizzati di attiviste
per solidarizzare fra “suffragette” dei primi mo-
vimenti di emancipazione femminile, il rito
continuò ad evolversi in schemi sempre più
precisi e pian piano si arricchì di ghiotti dol-
cetti e biscottini divenendo l’appuntamento
irrinunciabile del pomeriggio britannico.
La rilassante consuetudine, toccasana per il
corpo e la mente, si affermò definitivamente cir-
ca alla metà del diciannovesimo secolo, quando
occorse implementare l’alimentazione quotidiana
con degli spuntini ristoratori finalizzati a mitigare
lo stimolo della fame, a causa del rilevante lasso di
tempo intercorrente tra i pasti principali.
Lo stomaco mal tollerò la lunga pausa dall’ora
della seconda colazione, all’epoca solitamente fru-
gale, poiché, godendo dei favori scaturiti dall’av-
vento dell’illuminazione artificiale, che iniziò a
diffondersi dapprima nelle case dei benestanti,
l’orario della cena si spinse ben oltre le ore venti e
trenta. Onde ridurre il dispendio di energie profu-
se da ogni operaio salariato e mantenere inalterato
il ritmo produttivo durante la lunga giornata lavo-
rativa, alla classe sociale dei proletari fu offerta dai
datori di lavoro una tazza di rinvigorente tè zuc-
cherato con aggiunta di latte.
Da allora, l’abitudine di consumare tè nella classi-
ca tazza cilindrica,
mug
, dove intingere gli amati
biscotti
Digestive
sfornati dalla McVitie’s, divenne
costume da esportare anche in altre aree del mon-
do. Al contempo, la nobiltà sorbì con discrezione
il tè da fragili tazzine di porcellana corredate di
piattini, teiere, contenitori per le foglie essiccate e
minute brocche colme di latte.
Il liquido denso, bianco e opaco, ricco di elementi
nutritivi e grassi, versato dapprincipio in tazza, si
rivelò inoltre un valido alleato per preservare in-
tonsa la sottile patina cangiante della porcellana
dall’aggressione della tintura polifenolica del tè.
In virtù della complicità fra la Regina Vittoria e la
sua dama di compagnia, Anna Maria Russell, Du-
chessa di Bedford, acquistò voga l’invitare amici-
zie più strette ad una bucolica passeggiata pome-
ridiana sui prati coronata da un essenziale rito del
tè,
afternoon tea
, che divenne ben presto ufficia-
lizzato come evento collettivo con rinfreschi sem-
pre più cospicui e regali, descritti esaustivamente
negli anni a venire da manuali comportamentali
riguardanti le forme esteriori della vita di corte e
dell’alta società.
Se inizialmente il tè fu sorseggiato dalle aristocra-
tiche per lo più in intimi
boudoir
privati, assieme
a spuntini frugali consumati quasi furtivamente,
a seguire, la pratica pomeridiana della cerimonia
divenne palco privilegiato per dame sfoggianti fa-
stose
toilettes
create per l’occasione.
Il famoso Bett’s Cafè
(Harrogate)
Biscotti Digestive
Cucumber sandwich
(foto a lato)
Crumpets
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