Si, come da sottotitolo potrebbe essere considera-
to proprio un caso di riesumazione. È l’Incrocio
Bruni 54 il caro estinto che nacque ad opera dell’
ampelografo marchigiano dott. Bruno Bruni nei
primi anni trenta ed abbandonato poi in giova-
ne età per via della scarsa produttività; allora con
le uve si era interessati più che altro a far profitto.
Unendo insieme sauvignon e verdicchio il dottor
Bruni originò l’ibrido sicuro di ottenere un unico
vitigno che dalle doti dei due avrebbe dato vita a
interessanti vini. È grazie all’agronomo enologo
dott. Giancarlo Soverchia che il vitigno dormiente
nel limbo è tornato a nuova vita.
A metà marzo nella chiesa di San Filippo di Fos-
sombrone, e non poteva essere sede migliore per
tenerlo a battesimo, il collega sommelier delegato
di Urbino Montefeltro Raffaele Papi ha organizza-
to un’interessante convegno invitando tra i diversi
presenti tutti i produttori di Incrocio Bruni 54.
Oltre al dottor Soverchia sono intervenuti con am-
pie descrizioni e argomenti la dottoressa Oriana
Silvestroni della Facoltà di Agraria di Ancona, il
presidente IMT Antonio Centocanti ed alcuni ge-
ologi che anno sottolineato le differenze dei vari
territori di produzione. L’area che interessa la colti-
vazione dell’Incrocio Bruni 54 si estende infatti dal
Pesarese fino al Maceratese passando ovviamente
per l’area Anconetana.
L’interessante dibattito ha messo in evidenza le
qualità organolettiche del vitigno con le debite dif-
ferenze tra zona e zona o per meglio dire terroirs.
Si nota infatti che tra le diverse produzioni a volte
emerge il carattere del sauvignon e a volte quello
del verdicchio e che comunque l’amalgama gene-
tica dei due da origine a vini alquanto soddisfacen-
ti e di certa personalità anche con affinamenti in
barriques, non escludendo il fatto che per via della
sostenuta acidità possa essere utilizzato anche per
la spumantizzazione.
Ancor più interessante è il fatto, come felicemente
intuito dal Soverchia, che il vitigno vada a copri-
re aree come ad esempio quella del Conero dove
dimorano da sempre soltanto vitigni neri e quindi
l’inserimento di un bianco dia più respiro sia alla
produzione che alla locale ristorazione marina. Ma
anche nei territori a particolare vocazione enologi-
ca bianca l’Incrocio Bruni 54, essendo un’ autocto-
no regionale, va ad arricchire le offerte territoriali
su ogni mercato.
Al termine del convegno, e ribadiamo i compli-
menti al delegato Raffaele Papi, si è tenuta una
degustazione di tutte le produzioni con ampia af-
fluenza di pubblico.
G.C.
STRAORDINARIA RIESUMAZIONE ENOLOGICA
INCROCIO BRUNI 54
Le aziende
partecipanti:
• Il Conventino
• Muraro Gloria
• La Montata
• Terracruda
• Tenuta Santi
Giacomo e Filippo
• Strologo
• Polenta
• Paolini & Stanford
• Bruscia
• Podere Santa Lucia
• Fontezoppa
• Mezzanotte
• Vignamato
• I Tre Filari
• Finocchi
• Villa Lazzarini
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