Sommeliers Marche Magazine 50 - page 20

“Alzati e cammina”
disse Gesù a Lazzaro e, non
avendo le capacità divine di nostro Signore, a far
resuscitare i morti noi umani possiamo solo adope-
rarci a riesumare. Questa però non è una riesuma-
zione cadaverica ma meglio dire la rinascita di un
vecchio vitigno nato a metà degli anni ‘30 ad opera
dell’illustre ampelografo senigagliese prof. Bruno
Bruni; si tratta appunto dell’Incrocio Bruni 54, ot-
tenuto per impollinazione controllata e guidata tra
sauvignon blanc e verdicchio.
Dopo molti anni di oblio tempo fa un tecnico ri-
uscì a trovare un vecchio piccolissimo vigneto nel
pesarese e dopo aver prelevato alcune barbatelle di
questo ha iniziato a reimpiantarlo.
Ad oggi l’Incrocio Bruni 54, considerabile ormai
vitigno autoctono marchigiano anche se passato ti-
midamente poi in Umbria e Toscana, viene prodot-
to da diverse aziende del pesarese, dell’anconetano
e maceratese.
Ne abbiamo parlato a fine febbraio in un’incontro a
Senigallia sotto l’egida dello stesso comune fra eno-
logi, produttori e sommelier dove in degustazione
guidata di venticinque di questi ne abbiamo tessuto
le lodi. Le caratteristiche organolettiche pur essen-
do ovviamente differenziate dai vari terroir di pro-
venienza manifestano intensi e complessi sentori al
naso dove fra i due vitigni si esprime maggiormen-
te il sauvignon con i suoi eleganti profumi tiolici
che virano dal fruttato al floreale dolce al vegetale.
Spara in bocca poi il verdicchio con le sue straordi-
narie doti di freschezza, sapidità e struttura. Alcuni
di questi subiscono anche un’elevage in nobili legni
dove ai profumi primari si aggiungono i terziari
empireumatici, conferendo al vino più morbidezza
ma anche certa finezza. Sicuramente interessante
l’inserimento del Bruni 54 nei territori come il Co-
nero dove da sempre la fa da padrone il Montepul-
ciano e considerando che alle sue pendici marine si
produce esclusivamente cucina ittica va da se che
un bel bianco riesce a contenerne le problematiche
sia di abbinamenti che commerciali.
In definitiva il convegno, voluto dal sindaco seni-
gagliese Maurizio Mangialardi per onorare la me-
moria del concittadino prof. Bruni ha messo a con-
fronto come sopra enologi, produttori e sommelier
in perfetta sintonia.
Una bella riesumazione quindi considerando che il
vitigno venne abbandonando perché poco produt-
tivo e nel periodo passato della mezzadria ultima-
ta negli anni 60 la quantità era invece tenuta nella
massima considerazione.
I tempi, grazie a Dio, sono molto cambiati ed oggi
ci interessa molto più la qualità e... l’Incrocio Bruni
54 in tutte le sfaccettature ha la stoffa per soddisfare
qualsiasi esigenza.
LA RINASCITA
INCROCIO BRUNI 54
G.C.
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