Nasce da una bella intuizione di due giovani nu‑
manesi il Gin del Conero. Loris Spinsante barman
e musicista compositore e Lorenzo Sentinelli aspi‑
rante enologo, amanti della meravigliosa natura
della montagna che si tuffa in Adriatico, hanno
voluto “sfruttare” alcune delle sue meravigliose ri‑
sorse. Si sono guardati intorno e osservando piante,
bacche ed erbe aromatiche è giunta subito in loro
l’ispirazione di creare qualcosa che potesse avere
l’anima del Conero. Sono stati soprattutto i ginepri
rossi e gli altrettanto rossi corbezzoli a far scatta‑
re l’idea. Ovviamente amanti del buon bere e viste
le qualifiche l’idea è stata quella di creare un Gin,
non un classico... ma un nuovo Gin; un distillato
che mettesse in evidenza tutte le peculiarità degli
ingredienti, che oltre ai su detti vedono l’impiego in
toto di ben altre locali essenze segrete.
Contattata la distilleriaMajor di Cagli si sonomessi
subito al lavoro e... tra una prova e l’altra ha visto la
luce il prezioso super alcolico. Dico e ripeto prezio‑
so perché già da un primo tasting trovai
il Gin assolutamente interessante. All’ini‑
zio, seppur già ottimo, la gradazione alco‑
lica la ritenni però troppo elevata, ma con
debito impegno venne portato a 43 gradi e
raggiunse la perfezione.
Alla vista appare con un lucente color am‑
brato e sfumato di oro, non è quindi
il classico Gin incolore. Le caratte‑
ristiche organolettiche giungono
all’olfatto con una decisa intensità
dominata dal ginepro rosso ed emer‑
ge poi al primo sorso un corollario
di aromi di straordinaria eleganza.
Avvolto dal suo potente calore che
gli conferisce grande morbidezza si
esalta in bocca con meravigliosa sa‑
pidità e interminabile persistenza. I
caratteri di un buon gin di marca ci
sono tutti ma... è quanto giunge poi
in coda a renderlo ammaliante e di
grande personalità.
Da consumare in purezza, magari accompagnato,
anche se per noi italiani suona un pò di trasgres‑
sione, a mò di aperitivo super alcolico come fanno
gli scozzesi con il Whisky e crostini ben tostati al
salmone affumicato, ma nelle nostre più ortodosse
filosofie si sublima certamente a crostate con con‑
fettura di pesche, albicocche, di fichi e marmellata
di arance o semplicemente a frutta secca. In estate
apprezzabilissimo
on the rocks
anche con una mez‑
za fettina di limone o lime, ma sicuramente meglio
di arancia, o ancora per personalizzare un Gin to‑
nic o un Gin fizz; messo poi nelle mani di maestri
barmen può dar vita a meravigliosi nuovi cocktails.
Ancora in purezza sposatelo dopo cena ad un buon
cioccolato fondente e magari in compagnia di un
bel sigaro caraibico.
Non se ne esclude l’utilizzo in cucina per aroma‑
tizzare varie salse o sfumare carni sia bianche che
rosse. Lo stesso è stato infatti presentato e con molti
apprezzamenti allo chef pluristellatoMauro Uliassi.
È vestito con una bella originale bottiglia, anzi
due: un grande e arrotondata e l’altra più stretta
e lunga e di minor volume e che faranno bella fi‑
gura sul vostro bar. Gin del Conero, una garantita
esperienza da non perdere se volete provare nuove
emozioni e... onore al merito a Loris e Lorenzo per
la loro geniale creazione.
DAL GINEPRO ROSSO UNA DELIZIA DA SCOPRIRE
GIN DEL CONERO
Gualberto Compagnucci
Gli ideatori del Gin del
Conero: Lorenzo Sentinelli
(a sinistra) e Loris Spinsante
Lo chef Mauro Uliassi
con Loris Spinsante
Il corbezzolo del Conero
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